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Giovanni Boccaccio Boccaccio - Coggle Diagram
Giovanni Boccaccio
Firenze (o forse Certaldo), 1313- Certaldo, 1375; figlio illegittimo del mercante Boccaccino di Chellino
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DECAMERON raccolta di 100 novelle, scritto tra il 1348- 1353, durante la peste nera
la cornice
Cornice narrativa caratterizzata da una piacevole esistenza che ripristina la disgregazione sociale generata dalla peste.
SOCIALITà SERENA della BRIGATA come ESPRESSIONE della FIDUCIA BOCCACCIANA nella possibilità di imporre un ordine alla realtà travagliata da forze avverse che portano al caos e alla disgregazione della società.
il titolo
Conferma il gusto per la lingua greca che B. aveva manifestato sin dalle opere giovanili ed è modellato sull'Hexameron di Sant'Ambrogio. Decameron significa "dieci giorni".
il pubblico
Nel Proemio l'autore rivolge l'opera alle "donne che amano" per alleviare le loro sofferenze d'amore ("rimediare al peccato di Fortuna").
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Opere del periodo fiorentino: Comedia delle ninfe fiorentine; Amorosa visione; Elegia di Madonna Fiammetta, Ninfale fiesolano
La realtà rappresentata nel Decameron è il mondo mercantile (il suo ambiente sociale di provenienza). Oltre a celebrare le capacità e l'intraprendenza dei mercanti, B. individua i limiti della "ragion di mercatura", ovvero l'interesse economico anteposto a tutti gli altri valori.
Il borghese "si fa da sé", con la sua intraprendenza e la sua intelligenza, ma la realtà è dominata dalla Fortuna, un complesso accidentale di forze, non regolato da una volontà superiore (concezione laica).
L'"industria" umana è la capacità di superare le avversità opposte dalla fortuna e dagli uomini, che sanno dominare con il calcolo accorto la realtà e piegarla ai propri fini
L'altra grande forza che anima l'universo del Decameron è l'Amore, visto in una prospettiva laica e terrena, sana e positiva. Soffocarlo può provocare sofferenza e morte.
Non è più "l'Amor che muove 'l sole e l'altre stelle" della Divina Commedia, ma una forza che scaturisce dalla Natura.