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i tumori - Coggle Diagram
i tumori
classificazione dei tumori: Le neoplasie si classificano in base a
tipo di tessuto da cui origina la massa tumorale - tumori epiteliali, connettivali, del tessuto muscolare e del tessuto nervoso;
tipo di evoluzione - benigna (se la neoplasia rimane localizzata) o maligna (quando invade e distrugge il tessuto dove si è sviluppata, diffondendosi in tutto l’organismo).
Papillomi: tumori epiteliali benigni (detti polipi quando presentano un peduncolo che li inserisce nel tessuto).
Adenomi: tumori di epiteli ghiandolari.
Cancro: nel linguaggio non professionale indica una neoplasia.
Carcinomi: tumori epiteliali a decorso maligno
I tumori maligni evolvono in stadi sequenziali, il periodo di latenza che intercorre tra l’esposizione a un agente cancerogeno e la manifestazione del tumore può essere lungo (anche decenni)
Promozione: determina l’amplificazione del danno, si verifica l’intervento di sostanze che aumentano le alterazioni già indotte dalle sostanze genotossiche per esempio aumentando la concentrazione di tali sostanze o stimolando la proliferazione delle cellule che hanno subito l’iniziazione ( es. fibre di amianto).
Progressione: è la fase finale, comporta l’inarrestabile aumento della malignità quindi la trasformazione irreversibile in tumore maligno
iniziazione: si verifica una mutazione del DNA che innesca la sequenza di eventi che caratterizzano la cancerogenesi. I fattori determinanti sono detti cancerogeni genotossici (es. radiazioni ionizzanti).
Il processo di cancerogenesi porta alla formazione di una massa anormale di tessuto che cresce in eccesso e in modo incontrollato e persiste in questo stato anche dopo la cessazione degli stimoli che hanno indotto la trasformazione. Il tumore è il risultato finale di un’alterazione della crescita cellulare.
Il tumore può essere considerata una malattia
multifattoriale in quanto concorrono :
Agiscono da fattori di rischio aumentando la probabilità di insorgenza di tumore.
I fattori di natura chimica, fisica e biologica vengono definiti agenti cancerogeni
determinanti comportamentali e individuali.
determinanti ambientali (chimici, fisici e biologici);
Gli agenti cancerogeni chimici possono agire in modo sia diretto sia indiretto (dopo attivazione nell’organismo) e spesso risultano in grado di danneggiare il DNA, sono detti perciò agenti mutageni.
Nelle atmosfere urbane sono presenti diversi composti cancerogeni: cromo, nichel, cadmio, arsenico, cloruro di vinile, stirene, tetracloroetilene, formaldeide, asbesto (amianto), benzene, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e altri.
agenti fisici: Inducono rotture della molecola di DNA con danno cromosomico e trasformazione neoplastica della cellula colpita.
Le radiazioni ionizzanti, come i raggi gamma e i raggi X, possiedono un’energia sufficiente per ionizzare la materia e produrre specie chimiche altamente reattive (i radicali liberi) che possono danneggiare il DNA e altre molecole cellulari
raggi ultravioletti non possiedono un’energia sufficiente per ionizzare la materia. Sono tuttavia in grado di interagire con il DNA causando delle mutazioni
agenti biologici: Sono rappresentati da virus e batteri in grado di indurre l’insorgenza di neoplasie attraverso meccanismi genetici, infiammatori o immunodepressivi.
Si conosce il ruolo eziologico di alcuni tipi di papillomavirus (HPV) nell’insorgenza del tumore della cervice uterina. Più dell’80% dei tumori epatici è correlato alle infezioni da virus dell’epatite di tipo B (HBV) e C (HCV) e più della metà dei tumori dello stomaco consegue a un’infezione da Helicobacter pylori.
Le cellule sono in grado di adattarsi ad alcuni stimoli e una volta rimossi, la crescita cellulare ritorna nella norma (risposta adattativa reversibile).
Alcuni stimoli, tuttavia, causano cambiamenti del materiale genetico che provocano alterazioni permanenti della crescita cellulare.
Queste cellule alterate, definite neoplastiche, proliferano in maniera eccessiva e poco regolata, formando una massa di cellule chiamata neoplasia. Le cellule neoplastiche sono cellule trasformate
5 alterazioni che definiscono un tumore:
progressività della crescita - non riconoscono i segnali inibitori della crescita, continuano l’attività mitotica energeticamente dispendiosa;
incapacità di conseguire il differenziamento - il grado di differenziamento (cellula staminale) può essere variabile; una neoplasia poco differenziata tende risulta più aggressiva;
autonomia dell’accrescimento - crescita eccessiva e non regolata
atipia –aumenta la variabilità di forma e di grandezza (pleomorfismo cellulare), dei nuclei (pleomorfismo nucleare), aumenta l’intensità della colorazione (ipercromatismo nucleare) e aumento del rapporto nucleo-citoplasmatico.
alterazioni genetiche - trasmesse alle cellule figlie;
I tumori benigni del tessuto connettivo (fibroma, lipoma ecc.) e muscolare (mioma) prendono il nome dalle cellule del tessuto da cui si originano, mentre quelli maligni sono detti sarcomi (liposarcoma, miosarcoma). I sarcomi delle cellule del sangue sono chiamati leucemie o linfomi.