Susan Hiller seguì degli studi di antropologia, pur volendo diventare un'artista e si è dovuta confrontare con il pregiudizio che gli scienziati hanno a che fare con la ragione e gli artisti con l’immaginazione, ma secondo lei tutti dovevano fare i conti con entrambe. Hiller si è battuta contro altre dualità: mente-corpo, materia-intelletto. Per “Dedicated to the Unknown artist” lei ha
raccolto una serie di cartoline di mari in tempesta e nelle note di accompagnamento scrive “ho potuto così espandere il lavoro degli artisti sconosciuti e collaborare con loro”. Molte immagini, sono ad esempio colorate a mano, ciascuna in modo diverso. “E’ inevitabile che aspetti dell'immaginazione o chissà che altro entrino a far parte del processo.Gli esseri umani non sono
macchine, esprimono la creatività attraverso i gesti quotidiani, ed è quello che cerco di far vedere in quest’opera. Ciò che vedo è una serie di idee culturali che fondamentalmente sono il risultato di ossessioni sulla natura in relazione alla cultura. Ci sono lì nozioni di sessualità, maschio e femmina, attivo e passivo” . Per Hiller un'opera d‘arte non è un oggetto, bensì un luogo dove si può pensare, sentire, agire, ed è così che iniziamo a sviluppare nuove conoscenze.
Bill Viola considera i video come l'equivalente della coscienza
individuale, un mezzo per illuminare la vita interiore. In “The reflecting pool” lo vediamo camminare, fermarsi al bordo di una piscina e saltarci dentro. La sua immagine resta congelata a mezz’aria, mentre l’acqua continua a scintillare. A un certo punto l’immagine di Viola comincia a svanire, per poi scomparire. Dopo lui esce nudo dalla piscina e si ferma sul bordo, come se avvenisse una sorta di trasformazione spirituale.
Nel 1977, esasperato dall'incapacità e dal rifiuto delle persone di interessarsi alla scultura contemporanea, Klaus Bussmann decide di fare qualcosa. Con l’aiuto di Konig, invitò alcuni artisti a realizzare una serie di opere progettate per alcuni spazi precisi nella città di Munster per mostrare ai cittadini cosa fosse la scultura contemporanea. Anche se l’esposizione non convinse tutti, l’amministrazione della città acquista due delle opere che diventano permanenti. La città ripetè l’evento anche 10 anni dopo, dando inizio ai decennali Skulptur Projekte Munster. Ciò che aveva sorpreso gli organizzatori della prima edizione era stato il gran numero di visitatori giunti in città per
vedere la mostra, in fin dei conti poteva esserci un pubblico per questo genere di cose.