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Capitolo 15: Il sistema strumentalizzante - Coggle Diagram
Capitolo 15: Il sistema strumentalizzante
Il clero del potere strumentalizzante
accanto alle pratiche del capitalismo della sorveglianza, sta emergendo anche un corpo teorico che cerca di dare legittimità scientifica a questo nuovo modello di dominio.
figura centrale è Alex Pentland, scienziato del MIT, descritto come un “utopista pratico” che non si limita a progettare strumenti digitali, ma elabora una teoria coerente della società strumentalizzata.
Pentland è il “padrino delle tecnologie indossabili”, come i Google Glass, e combina scienza dei dati, intelligenza artificiale, big data e ricerca comportamentale per realizzare un'utopia ingegnerizzata.
La sua visione si basa sulla possibilità di controllare la società come un sistema fisico, modellandola come una macchina alveare, dove le persone sono nodi connessi, prevedibili e modificabili.
Pentland sviluppa metodi per trasformare i comportamenti sociali in dati computabili.
l primo passo fu il sociometro: un sensore indossabile in grado di raccogliere dati su tono della voce, movimento, interazioni fisiche.
Il punto di svolta fu la collaborazione con Tanzeem Choudhury, che portò allo sviluppo del concetto di reality mining: l’estrazione della realtà sociale attraverso dispositivi digitali.
I dati ottenuti sono così accurati da permettere predizioni precise sul comportamento futuro di individui e gruppi.
Pentland costruisce un “sistema sociale computazionale” in grado di anticipare non solo dove si troverà una persona, ma cosa farà, con chi e in quali condizioni
Il surplus comportamentale viene così estratto anche dal mondo fisico, portando la logica del capitalismo della sorveglianza nella realtà quotidiana.
L’umanità come oggetto computazionale
Pentland, con la sua “fisica sociale”, promuove l’idea di una società governata da una sorta di sistema nervoso globale, in cui ogni interazione umana può essere misurata, modellata e controllata per garantire stabilità, sicurezza ed efficienza.
Secondo lui, le categorie tradizionali come classe, etnia, genere sono obsolete. Ciò che conta è il comportamento osservabile, codificabile in pattern digitali, da cui derivare nuove forme di demografia e previsione sociale.
le persone diventano nodi di un sistema, oggetti computabili nel cloud, regolati da algoritmi e incentivati attraverso meccanismi di influenza sociale, un concetto chiave nella sua teoria.
L’obiettivo non è persuadere, ma modificare i comportamenti tramite pressione sociale, rinforzi e infrastrutture digitali pervasivamente presenti.
I cinque principi della società strumentalizzata
Pentland sintetizza la sua teoria in cinque grandi principi, che rappresentano l'ossatura della società strumentalizzata
Decidere in nome di un bene superiore
Pentland sostiene che la società possa raggiungere uno stato di armonia e benessere collettivo se ciascuno agisce in base a valori universali coordinati da flussi di dati.
La pianificazione sostituisce la politica
Nella società iperconnessa non c’è più spazio per la democrazia deliberativa
Pentland propone un governo basato su modelli predittivi e simulazioni matematiche, come nel caso delle “città-motore d’idee” regolate secondo le leggi della fisica sociale.
Pressione sociale per ottenere armonia
Come a Walden Due, l’armonia è ottenuta non con la forza ma con il condizionamento. La pressione sociale viene sfruttata per modellare i comportamenti.
social network come strumenti privilegiati per applicare questa logica
Utopia applicata
Le sue aziende e le sue ricerche dimostrano come la tecnologia stia già realizzando il progetto: il comportamento umano è misurato, modificato e organizzato per garantire efficienza sociale.
L’informatica sostituisce la politica e diventa il nuovo fondamento della civiltà.
La morte dell’individualità
non siamo individui razionali, ma esseri sociali guidati dalla rete. L’individualità è un ostacolo, un feticcio del passato, sostituito da una razionalità distribuita nei network.
La terza modernità: l’alveare
una nuova fase storica: la terza modernità, in cui la società viene completamente modellata secondo i principi dell’alveare digitale.
Le relazioni sociali non sono più spontanee, ma strumentalizzate. I concetti di libertà, autonomia, dignità diventano inutili, o persino dannosi.
La metafora dell’alveare descrive una società perfettamente coordinata, in cui tutto è noto, previsto, controllato — ma in cui nessuno è veramente libero.
L’interiorità viene soppressa.
Il comportamento è automatizzato.
La volontà personale è rimpiazzata dalla pressione algoritmica.
L’esperienza soggettiva è irrilevante.
Il potere strumentalizzante è ormai istituzionalizzato, sostenuto da aziende e Stati, da scienziati e ingegneri. Non è un complotto, ma un sistema legittimato che promette certezze in cambio di obbedienza, sicurezza in cambio di controllo.