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Capitolo 14 – Un’utopia della certezza - Coggle Diagram
Capitolo 14 – Un’utopia della certezza
Il potere strumentalizzante e la società come oggetto computazionale
Mark Weiser, uno dei primi teorici della computazione ubiqua, immaginava un mondo pieno di computer interconnessi e sensibili alla presenza umana, capaci di raccogliere dati in ogni momento. Una rete tanto pervasiva da rendere il totalitarismo classico simile all’anarchia
quella che emerge oggi è una forma nuova di potere, capace di penetrare nella vita quotidiana senza violenza, ma attraverso la normalizzazione e la dipendenza dagli strumenti digitali.
Zuboff definisce questa forma di dominio come potere strumentalizzante. Il suo obiettivo non è tanto il controllo politico, quanto l’ottimizzazione della società per fini di mercato.
il potere strumentalizzante punta alla totalità informativa: più dati si raccolgono, più è possibile prevedere e orientare i comportamenti
Il cuore di questo processo è il Grande Altro, un sistema invisibile ma onnipresente, che guida le scelte individuali offrendo soluzioni “intelligenti” e apparentemente vantaggiose.
Con l’estensione del capitalismo della sorveglianza dal mondo virtuale a quello reale, anche la società diventa un oggetto da computare: rapporti sociali, interazioni quotidiane e comportamenti vengono renderizzati,
Utopie digitali e nuova forma di dominio
I capitalisti della sorveglianza, condividono una visione simile a quella dei grandi utopisti moderni. Sognano una società migliorata, più efficiente, più giusta, più felice, grazie all’intelligenza delle macchine.
“il primo obiettivo” di Google è trasformare la società, non solo organizzare l’informazione
questa nuova utopia è che non si limita più a immaginare: si applica, diventa concreta, con effetti tangibili sulla vita delle persone.
Larrry Page(Google) Crede che l’intelligenza artificiale possa risolvere gran parte dei problemi umani, garantendo un mondo di abbondanza e piacere.
Per realizzare questo mondo in sostanza si chiede la delega completa della conoscenza e del potere decisionale alle piattaforme digitali.
Anche Zuckerberg condivide questa impostazione: il suo obiettivo è “connettere tutti”, “capire il mondo”, e “costruire un’economia della conoscenza”
L’aumento esponenziale del surplus comportamentale diventa la chiave per prevedere e influenzare ogni azione futura. In questo scenario, la società stessa viene ridisegnata per essere più funzionale agli obiettivi delle piattaforme.
Gli utopisti pratici e l’inversione tra teoria e prassi
questi leader rientrano quasi perfettamente nella definizione di utopisti moderni secondo Frank e Fritzie Manuel: hanno una visione semplificata, anticipano i tempi, sono ossessionati da un’idea fissa, credono fermamente nella sua realizzazione e vogliono trasformare il mondo intero.
Tuttavia, manca loro la sesta caratteristica dell’utopista classico: la consapevolezza delle conseguenze future. I capitalisti della sorveglianza non solo mancano di una teoria esplicita, ma non la considerano necessaria:
In questo senso, Zuboff parla di “utopie applicate”: non c’è più distinzione tra immaginazione e realizzazione.
Google, Microsoft, Facebook non devono aspettare rivoluzioni per attuare la loro visione: hanno i mezzi per farla accadere direttamente. Si assiste a un’inversione della sequenza classica: prima si agisce, poi (forse) si teorizza.
Confluenza e coordinamento totale
confluenza: un modello di coordinamento collettivo tra macchine, e tra persone e macchine, basato sull’apprendimento algoritmico condiviso.
Satya Nadella (CEO di Microsoft) fornisce un esempio emblematico con un progetto industriale: una fabbrica dotata di sensori e connessa a un cloud intelligente, in cui le macchine comunicano tra loro, rilevano anomalie e bloccano automaticamente i malfunzionamenti.
Ogni oggetto è parte di un sistema cognitivo distribuito, in cui l’intelligenza è condivisa, e le singole unità agiscono per prevenire devianze dal comportamento “corretto”.
Questo principio viene applicato anche agli umani: in un cantiere, ad esempio, l’uso del martello pneumatico è permesso solo a chi ha la qualifica registrata. Se un soggetto non autorizzato tenta di usarlo, lo strumento si blocca.
Anche i rapporti sociali diventano oggetti computazionali, identificabili nel cloud e soggetti a policy automatiche.
non si agisce solo sulle persone, ma sui rapporti tra di esse, che diventano equivalenti a relazioni tra dispositivi. L’interazione sociale viene ingegnerizzata per rispettare parametri di efficienza, prevedibilità e conformità.
Questa logica si estende alle sfere più intime della vita: il monitoraggio degli stati mentali è l’ultima frontiera.
È un modello che ricorda le teorie comportamentiste di Skinner: la libertà è vista come errore da correggere, un’anomalia da eliminare.
La società ideale, per questi tecnologi, è priva di imprevedibilità,
Il modello finale è quello della macchina alveare, una mente collettiva nella quale ogni unità — macchina o essere umano — agisce in perfetta armonia con le altre, senza contrasti, senza errori.
Gli individui imparano ad agire imitando le macchine,
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