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CAPITOLO 12 – Due specie di potere - Coggle Diagram
CAPITOLO 12 – Due specie di potere
Il potere strumentalizzante: la nuova logica del dominio
Si tratta di una forma di potere radicalmente nuova, che caratterizza il capitalismo della sorveglianza. Questo potere non si limita a raccogliere dati, ma punta a modificare attivamente il comportamento umano attraverso un complesso sistema digitale.
tutto l’apparato economico, digitale e tecnologico è finalizzato non più a produrre beni, ma a produrre previsioni di comportamento, il cui valore cresce quanto più sono certe.
i capitalisti della sorveglianza hanno assunto il controllo dell'intero processo di apprendimento sociale, imponendosi come detentori della conoscenza
Questo potere opera secondo un ciclo continuo, che coinvolge
Estrazione continua di dati (anche inconsapevoli e non consensuali)
Attivazione di comportamenti (condizionamento, tuning, herding)
Produzione di “prodotti predittivi”
Vendita dei comportamenti futuri in mercati appositi
Rinnovamento del ciclo con nuove pratiche di condizionamento
Di fronte a questa nuova forma di potere, l’umanità reagisce con categorie familiari: il riferimento immediato è Orwell e il totalitarismo
molti attivisti e intellettuali parlino di “totalitarismo digitale” riferendosi alle grandi piattaforme tecnologiche.
Questo linguaggio non è sufficiente. anche noi oggi cerchiamo conforto in categorie passate, che però non riescono a cogliere la novità assoluta del potere strumentalizzante.
Per resistere efficacemente, dice Zuboff, dobbiamo dare un nome nuovo a questa forma di potere, comprenderne la logica interna e le sue specifiche tecnologie. Il potere strumentalizzante è, come il totalitarismo del XX secolo, una forma di potere senza precedenti – e come tale deve essere studiato e contrastato in modo originale.
caratteristiche del totalitarismo
Il nucleo del pensiero totalitario è l’idea del “totale”: lo Stato è superiore all’individuo, ogni differenza va annullata nel nome dell’unità nazionale.
Il totalitarismo è ideologico, spirituale, violento: mira a possedere completamente la persona – mente, corpo, anima
il potere strumentalizzante non è interessato a spiritualità, ideologie o trasformazione interiore
Non vuole la nostra anima, ma solo le nostre azioni osservabili.
Non ci educa o addestra secondo una dottrina, ma ci guida in modo automatico a compiere certi gesti (click, like, acquisti).
Non impone la devozione, ma monetizza ogni comportamento misurabile.
A differenza del totalitarismo, non è un progetto politico, ma un progetto di mercato. Ma come il totalitarismo, anche questo potere è inedito, incomprensibile, radicale.
Le radici teoriche: il comportamentismo radicale di Skinner
Il comportamento è tutto ciò che è osservabile. Non si parla di intenzioni o emozioni, ma solo di azioni visibili.
Si parla di “comportamento operante”, cioè l’azione che può essere registrata da un altro organismo.
Ogni azione è il prodotto di uno stimolo ambientale → niente libero arbitrio.
La libertà come ignoranza
Skinner afferma che la libertà è un’illusione, un modo per coprire la nostra ignoranza sulle vere cause del comportamento.
L’unico modo per capire il comportamento è analizzare in modo oggettivo e calcolabile la relazione tra stimolo e risposta.
Skinner proponeva la costruzione di una tecnologia del comportamento, cioè un insieme di strumenti scientifici per prevedere e modificare l’azione umana, come accade in fisica o biologia.
Skinner sognava un sistema capace di automatizzare l’osservazione e la modifica dei comportamenti per affrontare i problemi dell’umanità.
Non bastano le leggi, la religione, la democrazia o il libero mercato.
Serve una scienza oggettiva del comportamento, che elimini la variabilità umana.
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