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Capitolo 9 – Renderizzazione dal profondo - Coggle Diagram
Capitolo 9 – Renderizzazione dal profondo
La personalizzazione come territorio di conquista
Il capitalismo della sorveglianza ha spinto le grandi aziende tecnologiche a cercare nuovi territori da cui estrarre surplus comportamentale,
Uno di questi territori è la vita interiore: emozioni, desideri, intenzioni, personalità.
La parola chiave è personalizzazione, un concetto che sembra positivo, ma in realtà nasconde una forma aggressiva di sorveglianza
L’idea è che per offrirti un servizio “su misura”, l’azienda debba conoscerti a fondo. Ma lo fa per il proprio profittoL’idea è che per offrirti un servizio “su misura”, l’azienda debba conoscerti a fondo. Ma lo fa per il proprio profitto
Le persone, soprattutto in un mondo segnato da precarietà e solitudine, cercano strumenti che semplifichino la vita. Gli assistenti vocali come Cortana, Google Now o Alexa vengono presentati come soluzioni comode, ma in cambio pretendono l’accesso totale alla nostra quotidianità.
Questi assistenti( Cortana, google now, Alexa..) imparano da tutto: da cosa diciamo (contenuto) e da come lo diciamo (tono, cadenza, emozione).
Le conversazioni informali diventano quindi materia prima per l’industria predittiva.
In parallelo, cresce la corsa a diventare la sola voce dominante, cioè il canale esclusivo con cui interagiamo con il mondo digitale. Chi conquista questo ruolo, ottiene accesso continuo e illimitato alla nostra esperienza quotidiana, diventando l’intermediario tra noi e ogni scelta che compiamo.
La renderizzazione del sé
la renderizzazione della personalità. Con questo termine, Zuboff indica l’estrazione di informazioni intime (valori, tratti psicologici, preferenze) per costruire profili dettagliati su ognuno di noi.
Un esempio centrale è quello di Facebook. Gli utenti si iscrivono per socializzare, ma in realtà offrono alla piattaforma un’enorme quantità di dati personali.
Facebook, IBM e altre aziende usano questi dati per creare prodotti predittivi su misura, che non solo vendono meglio, ma possono modificare i comportamenti delle persone.
Il caso Cambridge Analytica mostra come queste tecnologie possano essere applicate alla politica. L’azienda ha usato i dati di Facebook per influenzare campagne elettorali come quelle di Trump e della Brexit.
Meccanica dell’emozione
Un’ulteriore frontiera è la renderizzazione delle emozioni. Questo ambito, chiamato affective computing, punta a rilevare e interpretare le emozioni umane tramite sensori biometrici, videocamere, analisi vocale e facciale.
Progetti come SEWA o aziende come Realeyes sviluppano tecnologie capaci di riconoscere gioia, rabbia, tristezza o paura analizzando espressioni, gesti e tono della voce.
L’obiettivo non è aiutarci a conoscere meglio noi stessi, ma prevedere il momento esatto in cui siamo più vulnerabili agli stimoli commerciali.
L’inventrice dell’affective computing, Rosalind Picard, aveva immaginato un uso etico di queste tecnologie,
la logica commerciale abbia travolto queste buone intenzioni: oggi, i nostri stati emotivi sono estratti e sfruttati da sistemi automatizzati, senza il nostro consenso.
Il risultato è l’emergere di una nuova economia delle emozioni, dove lo scopo non è solo sapere come ci sentiamo, ma usare quella conoscenza per vendere di più e meglio.
La renderizzazione si è spinta fino a toccare la nostra interiorità: i pensieri, i sentimenti, la volontà.
Questa trasformazione toglie potere alle persone. Il sé – cioè il nucleo della nostra esperienza – viene spezzettato e ridotto a oggetto commerciale. La libertà di attribuire significato alla nostra vita rischia di essere soppiantata dalle interpretazioni imposte da macchine e algoritmi.