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Struttura dell'atomo, 1808 Dalton - Coggle Diagram
Struttura dell'atomo
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Orbitali
Per convenzione gli orbitali vengono indicati con lettere diverse in base al valore del numero quantico secondario l
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Successione ordinata degli elettroni per un atomo plurielettronico: 1s → 2s → 2p → 3s → 3p → 4s → 3d → 4p → 5s → 4d → 5p → 6s → 4f → 5d → 6p → 7s → 5f → 6d → 7p
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1808 Dalton
Rielabora la Legge di conservazione di massa di Lavoiser e la Legge delle proporzioni definite di Proust in alcuni punti
- La materia è composta da atomi indivisibili
- Tutti gli atomi dello stesso elemento hanno stesse proprietà e massa
- Elementi diversi hanno atomi diversi
- Gli atomi sono indistruttibili e mantengono la loro identità nelle reazioni chimiche
- Un composto si forma dagli elementi con la combinazione degli atomi di elementi diversi secondo rapporti tra numeri interi "Legge delle proporzioni multiple"
1897 Thomson
Scopre l'esistenza dell' elettrone con il suo esperimento del campo magnetico e ne rileva anche il rapporto tra carica e massa (e/mₑ)
e/mₑ = 1,7588 ∙ 10¹¹ C Kg⁻¹
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1904 Planck
Partendo dalle tesi elaborate nel 1800 da Maxwell sulla natura ondulatoria della luce, Planck ipotizzò che l'atomo ceda all'ambiente quantità discrete e non continue di energia, queste quantità sono multiple di un'unità chiamata fotone o quanto di energia
Ipotesi di "Doppia natura" della luce :star: , natura ondulatoria (vista come un onda, continua) e natura corpuscolare (vista come corpuscolo, discontinuo)
"E = h ∙ f = hc/λ" dove h è la costante di Planck, f la frequenza, λ la lunghezza d'onda, c la velocità della luce e E è l'energia ceduta da un atomo all'ambiente
1906 Millikan
Tramite l'esperimento con le gocce di olio riuscì a misurare la carica dell'elettrone e la sua massa
e = 1,59 ∙ 10⁻¹⁹ C la Carica
Carica accertata ad oggi 1,6021 ∙ 10⁻¹⁹ C
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1911 Rutherford
Bombardò con particelle α (2 protoni e 2 neutroni, nucleo di elio) una lamina d'oro, scoprendo l'esistenza del nucleo nell'atomo e stimò il raggio del nucleo dell'atomo dell'oro (10⁻¹² cm) e la sua carica (circa 100 e⁻, valore ad oggi accertato 79 e⁻)
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Nel 1920 scopre l'esistenza di particelle neutre nel nucleo con massa simile al protone: i Neutroni (nominati così da Chadwick successivamente)
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1913 Bohr
Il modello di Rutherford presentava una debolezza secondo la fisica classica, un elettrone in movimento attorno al nucleo avrebbe dovuto emettere energia e quindi la sua energia sarebbe dovuta diminuire e l'orbita dell'elettrone collassare sul nucleo, Bohr però, unendo le ipotesi di Planck e di Rutherford elaborò una nuova rappresentazione per l'atomo di idrogeno
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Quando l'elettrone si trova in uno stato stazionario non perde energia emettendo radiazioni, la frequenza di radiazioni è data dalla relazione: v = (Eᵢ - Ef)/h dove v è la frequenza di radiazione, h la costante di Planck e l'energie finali e inziali
Non sono ammessi salti parziali ossia un elettrone non può stare in psozione intermedia tra 2 orbite
1924 De Broglie
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1926 Schrödinger
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Elaborò un modello atomico più evoluto rispetto a quello di Bohr, avvalendosi anche del principio di indeterminazione di Heisenberg
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Le soluzioni dell'equazione Schrödinger danno luogo a orbitali (regioni nello spazio dove vi è alta probabilità che vi risieda l'elettrone)
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