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RINASCIMENTO
LUDOVICO ARIOSTO
Nasce a Reggio Emilia l'8 settembre 1474. Intraprende studi di legge a Ferrara, abbandonandoli quasi subito per dedicarsi alla letteratura.
Alla morte del padre, nel 1500, trovò occupazione presso la corte degli Estensi, al fine di mantenere i suoi nove fratelli.
Fu al servizio di Ippolito d'Este e poi del duca Alfonso, dedicandosi a compiti di carattere militare, amministrativo e politico. In seguito diventa anche governatore della Garfagnana, una zona montuosa della Toscana.
Torna a Ferrara nel 1525, dove dedica i suoi ultimi anni di vita insieme alla moglie Alessandra Benucci e al figlio Virgilio. Proprio in questo periodo perfeziona la stesura del suo capolavoro, l'Orlando furioso, che viene pubblicato in versione definitiva nel 1532. Muore pochi mesi dopo a Ferrara, il 6 luglio 1533.
TORQUATO TASSO
Nel 1565 entra al servizio dei duchi Estensi di Ferrara, dove viene accolto dal duca Alfonso II per via della sua straordinaria cultura.
Nel 1575, dopo aver ultimato la Gerusalemme liberata, comincia a dare segni di squilibrio mentale, che culminano con l'esplosione in follia nel 1579. Il duca Alfonso II lo fa allora rinchiudere nell'Ospedale di Sant'Anna; nel mentre viene pubblicata, senza il suo consenso, la Gerusalemme liberata. Essa riscuote subito un enorme successo.
Nasce a Sorrento nel 1544. Rimasto orfano di madre, segue il padre nelle corti di Urbino, Venezia e Padova, presso le quali completa i suoi studi.
Viene rimesso in libertà nel 1586 e si reca a Mantova. Ben presto riaffiorano i problemi psichici, che lo costringono a girovagare di città in città. Muore a Roma nel 1595, mentre si trova ospite del monastero di Sant'Onofrio al Gianicolo.
COME SI EVOLVE LA LINGUA
Si apre così la celebre "questione della lingua", ovvero quale tipo di volgare utilizzare in ambito letterario. Fra diverse proposte, vince quella esposta dal letterato veneziano Pietro Bembo, che identifica nel volgare fiorentino la massima espressione linguistica letteraria. Vengono presi a modello i grandi autori fiorentini del Trecento: Petrarca per la poesia e Boccaccio per la prosa.
Tra i più illustri autori rinascimentali, ricordiamo Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, Francesco Guicciardini e Niccolò Machiavelli. A quest'ultimo viene riconosciuto il merito di essere stato il primo a trattare la politica attraverso il metodo scientifico.
Dal punto di vista linguistico, è proprio nel Cinquecento che la lingua volgare rafforza la propria posizione, divenendo lingua degli studi letterari, linguistici e filosofici.
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