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GIACOMO LEOPARDI (1798, Recanati - 1837, Napoli), L'Epistolario, Il…
GIACOMO LEOPARDI (1798, Recanati - 1837, Napoli)
nasce nel 1798 a Recanati
in una delle più illustri famiglie della nobiltà marchigiana
padre
il conte Monaldo
uomo colto e politicamente ostile alle idee nuove rivoluzionarie
madre
la marchesa Adelaide Antici
donna fredda e molto religiosa
che però vive un periodo economicamente difficile
trascorre l'infanzia in compagnia di Carlo e Paolina
e riceve la prima formazione in casa sotto la guida di due precettori ecclesiastici
ben presto continua i suoi studi da solo
rinchiudendosi nella ricchissima biblioteca paterna
dove trascorre "sette anni di studio matto e disperatissimo"
che gli garantiscono un'enorme cultura
impara il latino, il greco, l'ebraico
conduce lavori filologici e traduce classici latini e greci
scrive molti componimenti poetici
si trattava però di un'erudizione accademica e classicista
che gli compromettono per sempre il suo fisico già fragile
tra il 1815 e il 1819
si attuano alcune importanti conversioni
come la "conversione letteraria" che lo porta
dall'erudizione al bello
cioè
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nell'estate del 1819
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L'Epistolario
circa 900 lettere in cui il poeta racconta le vicende della sua vita
caratterizzata soprattutto da sentimenti complessi e dolorosi
un ritratto dell'animo di Leopardi che va dagli anni vissuti a Recanati fino alla sua peregrinazione per l'Italia
Il pensiero e la poetica
motivo centrale del pensiero leopardiano è l'infelicità dell'uomo
che cos'è il piacere?
Leopardi identifica la felicità con il piacere
l'uomo aspira costantemente a un piacere infinito, per estensione e durata
ma nessuno dei piacere goduti dall'uomo può soddisfare questa esigenza
quindi
l'uomo è infelice per natura
sussiste un senso d'insoddisfazione perpetua
per Leopardi il mondo è governato da leggi meccaniche che trasformano continuamente la materia
anche l'uomo è soggetto alle leggi di trasformazione della materia
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materialismo
La poetica del vago e dell'indefinito
secondo Leopardi
l'uomo aspira per sua natura al piacere infinito
la realtà però ci offre solo piaceri limitati
con conseguente senso di inappagamento
illusioni
ma
l'uomo può concepire piaceri infiniti attraverso l'immaginazione
con l'immaginazione l'uomo può costruire una realtà parallela
in cui trova l'illusorio appagamento al suo bisogno di infinito
quali sono gli elementi che riescono a dare l'illusione dell'infinito?
tutto ciò che è vago e indefinito, lontano, ignoto
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l'alternativa a una realtà che è infelice
per estensione e durata
Le opere