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SENECA: I DIALOGHI-TRATTATI - Coggle Diagram
SENECA: I DIALOGHI-TRATTATI
De ira:
successivo alla morte di Caligola e strutturato in 3 libri
polemica
con la dottrina peripatetica che giustifica l'ira in determinate circostanze: per Seneca NON è mai accettabile, né utile
esempi storia greca/romana:
Caligola, su cui sfoga il suo odio portando numerose prove della sua ira furiosa
obiettivo:
combattere l’ira, passione tra le più odiose, pericolose e funeste, prodotta da un impulso che offusca la ragione; manifestazioni simili alla follia
De breviate vita:
risale probabilmente al 49, anno del rientro dall'esilio, dedicata all'amico Paolino
sostiene che gli uomini hanno torto a lamentarsi per la brevità del tempo assegnato dalla natura alla loro esistenza
consiglio:
in realtà “la vita, se sai farne buon uso, è lunga” ma la stragrande maggioranza degli uomini la spreca in occupazioni frivole
spreca il suo tempo chiunque si dedichi ad altro che non sia la ricerca della verità e della saggezza
occupati:
sono gli indaffarati, contrapposti al
saggio:
l'unico che conosce il giusto uso del tempo
De vita beata:
scritto durante il periodo in cui era al potere al fianco di Nerone
divisa in 2 parti:
prima:
espone la dottrina morale stoica: la felicità nella vita secondo natura che indica il sommo bene nella virtù
seconda:
ha carattere spiccatamente polemico, ma con evidenti implicazioni personali
obiettivo:
respinge le critiche di chi accusa i filosofi d’incoerenza, anche se parla genericamente e non esplicitamente di se
critiche che gli rivolgono:
possedere enormi e sempre crescenti ricchezze e di condurre una vita dispendiosa e lussuosa, in clamoroso contrasto con la dottrina stoica
difesa:
non nega la fondatezza delle accuse, ma si difende ammettendo di non essere ancora riuscito a raggiungere gli obiettivi che ha il merito di proporsi
elabora la sua difesa con eloquenza, sviluppa il tema delle ricchezze sostenendo che non le ama e non soffre quando ne è privato
preferisce possederle, perché gli forniscono un più vasto campo in cui esercitare le virtù.
De tranquillizzati animi:
periodo in cui era al potere al fianco di Nerone, dedicata all'amico Anneo Sereno
immagina che chieda a lui consiglio ed aiuto trovandosi in una condizione di insicurezza e instabilità spirituali, spinto da impulsi contrastanti
descrizione dei sintomi e manifestazioni di un animo inquieto e insoddisfatto
rimedi pratici
per raggiungere la tranquillità dell'animo:
amicizia dei buoni
parsimonia e frugalità
impegno nella vita attiva per il bene comune
serena accettazione delle avversità e della morte
De otio:
risale al periodo antecedente o successivo al ritiro (62 d.C.), pervenuta molto frammentata e si rivolge ancora ad Anneo
problema dell’impegno e del disimpegno, chiedendosi se il saggio debba o no partecipare alla politica attiva
È praticamente impossibile, dice Seneca, trovare uno Stato in cui il filosofo possa agire coerentemente con i suoi principi
ne rimangono 2 di collocazione cronologica del tutto incerta:
De providentia:
risponde all'amico Lucilio che chiede perché i buoni sono colpiti dai mali, se è vero che l'universo è retto dalla provvidenza divina
Seneca risponde che in realtà non sono veri mali quelli che gli uomini considerano comunemente tali
si tratta di prove a cui gli dèi sottopongono i buoni per temprarli e per aiutarli a perfezionarsi moralmente
De constantia Sapientis:
dedicato ad Anneo Sereno, dimostra la tesi stoica per cui il saggio non può essere colpito da alcuna offesa
la sua forza e la sua superiorità morale lo rendono
invulnerabile
di fronte a qualsiasi attacco dall’esterno
non può subire alcun danno, perché l’unico bene consiste per lui nella virtù, che nessuno gli può togliere