Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
LE CARATTERISTICHE DEL GENITORE E ALTRE DETERMINANTI - Coggle Diagram
LE CARATTERISTICHE DEL GENITORE E ALTRE DETERMINANTI
La funzione genitoriale è complessa e multidimensionale
e non può coincidere con un’unica caratteristica del genitore
Belsky sviluppa uno dei primi modelli processuali basandosi su una
panoramica dei fattori familiari e sociali frequentemente legati al maltrattamento infantile
fattori che raggruppa in 3 dimensioni: caratteristiche del singolo genitore, del bambino e del contesto
questo modello afferma che le pratiche genitoriali sono influenzate da ciascuno di questi domini
ed è quindi necessario studiarli tutti per definire un adattamento equilibrato tra adulto e bambino o
nel fallimento nelle cure che può sfociare in uncurie o maltrattamento
Durante la prima infanzia i bambini per i loro bisogni fisici ed emotivi dipendono dai genitori
a volte però le caratteristiche infantili possono influenzare negativamente il parenting
es. il pianto di un neonato può sollecitare non cure amorevoli ad adeguate, ma l’indifferenza e persino la violenza corporale
Tra le caratteristiche del genitore che influenzano il parenting, Belsky include anche la storia e le esperienze familiari
e nota che dagli studi sul maltrattamento si rivela una costante:
un terzo dei genitori violenti o trascuranti aveva subito le stesse esperienze nell'infanzia
la trasmissione tra le generazioni dell'abuso non è diretta, poiché altri fattori possono regolare
l'emergere di forme di parenting disfunzionale, facendo in modo che la violenza subita non venga continuata con i propri figli
A partire dagli anni 80 vi è un evoluzione dei modelli: l'interesse dal comportamento manifesto del genitore
si sposta sulle variabili cognitive e motivazionali o su aspetti quali la sua soddisfazione che deriva dall’essere genitore
Dishion e McMahon propongono un modello in cui parenting comprende:
sistema motivazionale del genitore
abilità di gestire in modo attivo i comportamenti del figlio
attraverso pratiche disciplinari, regole
monitoring inteso come "insieme di comportamenti genitoriali che implicano l’attenzione al controllo di ciò che riguarda il bambino, le sue attività e il suo adattamento"
e cambia in base alla fase dello sviluppo dei figli e dell'ecologia della famiglia
l'aspetto emotivo della relazione, al centro del modello,
collegata alle altre dimensioni e che influenza sia l'adattamento dei singoli, sia il contesto familiare
le interazioni ambientali del bambino si sviluppano in casa, e i comportamenti del caregiver
serviranno a formare l'ambiente con variazioni fisiche e/o regole
ciò avviene tramite una sorveglianza diretta, come accorrere al pianto o eliminare i pericoli
e successivamente con metodi che promuovono la la progressiva autonomia dei figli
gli autori quindi sottolineano gli aspetti dinamici e contestuali del parenting:
esso varia dall'infanzia alla giovinezza dei figli, e richiede un adattamento continuo dei comportamenti
e degli attegiamenti dei genitori
il monitoring assume delle forme implicite in età scolare e adolescenziale
quando i figli cominciano a prendere parte a contesti sociali come scuola e gruppo degli amici:
l'aumentare delle richieste o la ribellione degli adolescenti alterano l'atmosfera emotiva:
crescono i livelli di stress e il genitore non sarà sempre motivato ad soddisfare i desideri dei figli
Le conseguenze delle emozioni negative (conflitto) porterà a un aumento di pratiche ostili: minacce, punizioni
che il genitore userà per cercare di riportare sotto controllo comportamenti del figlio
Nella proposta di Dishion e McMahon la motivazione (assecondare i desideri dei figli)
comprende anche i valori e le credenze, fattori cognitivi che solitamente agiscono indirettamente
ma che in pratica influenzano le pratiche e l’ecologia dello sviluppo
Sigle e McGillicuddy-De Lisi le definiscono "sistemi di credenze", sono conoscenze che provengono dall'esperienze
dirigono i comportamenti del genitore ma, possono modificarsi includendo nuove conoscenze
traducendosi in comportamenti e obiettivi concreti
le credenze sono influenzate da fattori ecologici e culturali e dirigono le aspettative dei genitori
gli obiettivi che considerano importanti nell'educazione e i modi in cui si rapportano ai figli nelle situazioni ordinarie
Anche Abidin evidenzia l'importanza dei sistemi motivazionali e delle credenze del genitore
specificatamente le idee su di sé e sulle proprie capacità di contrastare le responsabilità educative
Queste convinzioni sono riconosciute come auto efficacia genitoriale e sono manifestate da affermazioni:
“riesco a capire quando il neonato ha le coliche” oppure “non sono capace di aiutare mio figlio a risolvere i quesiti di algebra"