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L'età imperiale (latino), Velleio scrive una storia in due libri che…
L'età imperiale (latino)
analizza il rapporto tra intellettuali e potere durante la prima età imperiale romana, un periodo di controllo e censura da parte dei successori di Augusto, in particolare sotto Tiberio e Nerone
Principi culturali:
Augusto, dopo la sua morte, rimase un modello di longevità e abilità politica, ma nessuno dei suoi successori riuscì o volle imitare la sua politica culturale
A differenza di Augusto, che aveva Mecenate come promotore culturale, i successori della dinastia Giulio-Claudia non ebbero un’organizzazione simile
Anche Tiberio e Claudio, pur avendo interessi culturali, non li trasformarono in iniziative pubbliche, mantenendo le loro passioni come questioni private
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Repressione culturale:
I successori di Augusto replicano la repressione del dissenso, come mostra il processo allo storico Cremuzio Cordo sotto Tiberio, colpevole di aver celebrato Bruto e Cassio, e il suicidio di Trasea Peto sotto Nerone, autore di una biografia su Catone Uticense
Anche i pamphlet satirici di Fabrizio Veientone vengono bruciati sotto Nerone, anche se l’autore riesce a sopravvivere e a fare carriera sotto i Flavi
Seneca e lo stoicismo:
Seneca, uno dei più grandi intellettuali del periodo giulio-claudio, era filosofo, drammaturgo e precettore di Nerone
La sua filosofia stoica cercava la libertà interiore, contro la tirannia imperiale
Rimase accanto a Nerone fino a che non cadde in disgrazia e fu costretto al suicidio, diventando simbolo del fallimento della classe senatoria nel controllare il potere imperiale
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Ripresa della tragedia:
con Seneca si riprende la tragedia: un genere letterario presente fin dalle origini della letteratura latina e che ora è tornato per una riflessione sui temi della responsabilità, e del destino, della ragione e della follia, del potere e delle sue patologie
il teatro senecano è un'altro modo per sottolineare la sua filosofia e politica: dalle cupe vicende di sangue, di vendetta, di ambizione, emerge un mondo sopraffatto dalle passioni, in cui la ragione è bandita e l'individuo rinuncia consapevolmente a ogni controllo delle proprie pulsioni
Velleio scrive una storia in due libri che dalla guerra di troia al principato, invece quella di Massimo scrive una compilazione di (detti e fatti memorabili) utile come exsempla degli studenti di retorica
Seneca sosteneva che colui che era contro l'oppressione degli imperatori (che volevano dominare i corpi e le menti dei sudditi) solo il saggio stoico, colui che riesce a vivere in accordo con la ragione e la virtù, è veramente libero