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6)L’autobiografia e le origini - Coggle Diagram
6)L’autobiografia e le origini
L’autobiografia e la memorialistica sono generi narrativi che raccontano esperienze personali,
spesso legate a eventi storici o a vite straordinarie.
Le prime forme di autobiografia risalgono all’antichità,
ma una delle prime opere emblematiche è Le Confessioni di Sant’Agostino,
seguita dal Secretum di Petrarca.
L’autobiografia racconta la vita dell'autore o dell'autrice stessa,
solitamente una figura nota come un artista, uno sportivo o un intellettuale.
Attraverso il racconto di eventi personali, l’autore cerca di trovare significato e senso, esprimendo emozioni e riflessioni soggettive.
La memorialistica, invece, riporta vicende a cui l'autore ha assistito direttamente,
spesso non come protagonista famoso ma come persona comune che ha vissuto eventi storici significativi.
A differenza dell’autobiografia,
la memorialistica non mira a fornire una visione esaustiva o scientifica degli eventi narrati.
Il racconto è parziale e personale, offrendo uno sguardo "dal basso" su fatti storici già trattati dalla storiografia ufficiale.
Primo Levi
nato a Torino in una famiglia ebrea, visse fin da giovane le difficoltà delle leggi razziali fasciste.
Laureatosi in chimica nel 1941, partecipò alla Resistenza,
unendosi a un gruppo partigiano in Val d'Aosta nel 1943.
Poco dopo venne arrestato e deportato ad Auschwitz,
un'esperienza che lo segnerà profondamente e che racconterà in Se questo è un uomo (1947).
Nel seguito, La tregua (1963), descrive il lungo e difficile ritorno in Italia attraverso l'Europa,
un viaggio pieno di incontri, pericoli e attese.
Levi lavorò come chimico fino alla pensione,
dopodiché si dedicò alla scrittura con opere come Il sistema periodico e I sommersi e i salvati,
esplorando le sue esperienze e riflessioni sulla Shoah.
Nel Settecento, Rousseau e Goldoni crearono autobiografie che riflettevano sull'infanzia e sulle proprie opere.
L'Ottocento segnò un cambiamento verso uno stile più intimo, con autori come Tolstoj,
mentre nel Novecento spiccano Elias Canetti e Natalia Ginzburg,
che esplorano aspetti profondi e quotidiani della propria vita.
Negli anni Duemila, il genere ha visto nuove prospettive,
come Una storia di amore e di tenebra di Amos Oz e Open di André Agassi,
arricchendosi anche con romanzi autobiografici come Le otto montagne di Paolo Cognetti.
La narrazione, condotta in prima persona, è vivace e introspettiva,
con uno stile riflessivo e pochi dialoghi.