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Età giolittiana - Coggle Diagram
Età giolittiana
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decollo dell'industria
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nascono i sindacati del lavoro come la CGIL nata a Milano nel 1903, nascono anche sindacati cattolici come le Leghe bianche e alcune per la tutela delle industrie come la confindustria
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riforme nella politica
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in Parlamento
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stabilì accordi con il partito cattolico con il patto Gentiloni in cui i cattolici si impegnarono di votare i candidati liberali che sostenevano leggi conformi al morale della Chiesa, i liberali vinsero ma molti seguaci di Giolitti passarono all'opposizione e lui si dimise
tuttavia Giolitti si permise di praticare corruzione con comunità criminali per favorire la pace ma questo fu una causa del perché dovette dare le dimissioni
dopo l'assassinio di Umberto I salì al trono Vittorio Emanuele III che diede l'incarico di primo ministro a Giovanni Giolitti che rimase in carica dal 1903 al 1914
in questo periodo Giolitti attua riforme statali molto importanti tanto che gli storici considerano quest'epoca per l'Italia come Età Giolittiana
Giolitti riteneva che il gli operai avessero diritto di sciopero e che lo Stato doveva mantenersi neutrale
Giolitti riteneva anche che il benessere degli operai gli avrebbe dato voglia di lavorare incrementando l'economia statale
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lati negativi
differenza enorme fra il nord e il sud Italia, infatti nel sud l'economia è basata su un'agricoltura arretrata e c'era una grossa permanenza dell'analfabetismo
fenomeno dell'emigrazione all'apice in Veneto e nel meridione causando lo spopolamento delle campagne, i pregiudizi e l'ostilità ma arrivarono nello Stato le rimesse degli emigrati alla famiglia arricchendolo