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IL MOVIMENTO OPERAIO E LO SVILUPPO DEL SOCIALISMO - Coggle Diagram
IL MOVIMENTO OPERAIO E LO SVILUPPO DEL SOCIALISMO
ASSOCIAZIONI OPERAIE E PROTESTE PER DIRITTI
tutte queste trasformazioni industriali accrebbero la massa del proletariato (i lavoratori) che piano piano riusci' a riunirsi in associazioni
davanti alle dure condizioni di vita e lavoro , i mancati diritti ecc i lavoratori intraprendono diverse lotte per migliorare la loro condizione (cancellare ogni forma di sfruttamento)
in europa si sviluppano un po' ovunque associazioni operaie che passarono a
mutuo soccorso
(prime forme di associazioni operaie) e poi a nascita di leghe e sindacati , cioe' associazioni collettive con scopo di rafforzare la forza contrattuale dei lavoratori
tra le forme di
lotta
ci fu' lo
sciopero
cioe' il blocco del lavoro e della produzione. era pero' uno strumento estremo anche per operai che non lavorando non venivano pagati: quindi si doveva essere una forza organizzata a tal modo da poter sostenerli nei momenti critici.
questa , come altre forme di protesta , furono represse dalle forze dell'ordine... solo lentamente fu riconosciuto come un diritto (per la prima volta in gran bretagna nel 1875 e in italia 14 anni dopo).
le rivendicazioni degli operai furono lentamente riconosciute da vari stati e iniziarono ad esserci legislazioni su condizioni di lavoro per migliorare la situazione igienico-sanitaria su luogo di lavoro e quartieri.
iniziarono a prodursi strutture per l'istruzione elementare per essi (in particolare in germania e in gran bretagna , piu' forte in questi paesi perche l'industrializzazione era arrivata prima)
MOVIMENTO SOCIALISTA
tra le classi operaie andava sempre di piu' a diffondersi il movimento socialista : erano pero' diverse da paese a paese per ideologie e diversi programmi
allora per eliminare le divergenze i rappresentanti delle varie correnti si videro a
londra
nel 1864. esso porta alla creazione
dell'Associazione internazionale dei lavoratori
successivamente chiamata
prima internazionale
tra i partecipanti ci fu
karl marx
che collaboro' alla stesura del programma. grazie a lui l'internazionale si trasmuto' in "classista": affermava l'autonomia della classe operaia e il distacco dall'associazione di mazzini che invece aveva un programma fiducioso in solidarieta' tra le classi
IL CAPITALE di KARL MARX
karl max poi si inserisce nel dibattito con la pubblicazione di uno studio sul capitalismo con nome
il capitale
dove analizza l'evoluzione tra il 700 e l'800 , del sistema produttivo delineando i caratteri : uno borghese (i capitalisti) che ha i mezzi di produzione (i capitali) e l'altra operaia (proletariato) che da forza di lavoro.
gli interessi sono inconcigliabili perche la prima ottiene profitti a spese della seconda. Marx riteneva anche che lo sviluppo industriale capitalistico avrebbe creato le condizioni per la sua fine , fine che si sarebbe verificata prima con la riduzione dei profitti , uno sfruttamento sempre piu' intenso e anche con crisi di sovrapproduzione dovute al sovraccarico del mercato.
secondo lui si sarebbe arrivato a fallimenti disoccupazione e chiusure. questo infatti successe e indusse gli operai a fare le lotte contro i capitalisti.
TEORIA DI MARX E BAKUNIN IN CONFLITTO
un contrasto di idee incrocio' i sostenitori di marx e quelli di
michail bakunin
, che rifiutava ogni forma di organizzazione autoritaria , inclusa quella che prendeva la corrente marxista all'interno degli operai
le divergenze riguardavano tutti i punti del programma rivoluzionario:
per MARX l'unico soggetto rivoluzionario era il proletariato industriale , per BAKUNIN invece i diseredati e i contadini. per BAKUNIN la rivoluzione doveva essere una liberazione del potere oppressivo dello stato e per MARX la questione riguardava i rapporti economici che davano forma a quello stato
per BAKUNIN era inaccettabile la teoria di MARX secondo cui in una fase transatoria il proletariato avrebbe avuto tutto il potere per consentire l'avvento di una societa' senza classi ("la dittatura del proletariato"):
infatti per BAKUNIN il MARXISMO era solo una versione aggiornata dello stato borghese e non si sarebbe risolto il problema.
LA SECONDA INTERNAZIONALE
le due correnti si divisero ancora e alla fine vinse quella di marx con l'espulsione di bakunin
pero' "l'internazionale" ovvero l'insieme di idee e strategie volte a favore degli operai era fallita , e allora nel 1876 venne sciolta a filadelfia.
negli anni dopo il marxismo conferma la sua supremazia e divenne la base per i
partiti socialisti
che nel 1889 a parigi fondano la
SECONDA INTERNAZIONALE
.
la nuova associazione nasceva mentre c'erano grandi lotte operaie per la riduzione della giornata di lavoro : a 8 ore di lavoro dovevano corrispondere 8 ore di riposo e altre 8 di tempo libero. le "tre otto".
proprio la seconda internazionale lancia la prima giornata dei lavoratori il 1 maggio 1890. prima di essere riconosciuta come festa (e non in tutti i paesi) era una giornata dove si scioperava per ottenere la giornata di 8 ore.
la seconda internazionale non riesce a fare qualcosa di concreto ma ha un ruolo di dibattito ideologico.
negli ultimi anni dell'800 si era avviata una discussione sulla natura e sugli scopi del movimento : la discussione si era aperta all'interno dello SPD
esso approvo' un programma fatto da
karl kautsky
il quale riaffermava che lo scopo principale del socialismo era conquistare il potere politico da parte del proletariato che avrebbe rovesciato il capitalismo e dato vita ad una societa' senza classi
DIVERSE POSIZIONI DEL MOVIMENTO OPERAIO
tra le correnti spicco l aposizione di
eduard bernstein
sostenitore di una linea detta
"revisionista"
perche sottoponeva ad una revisione l'impianto teorico marxista
bernstein riteneva che con lo sviluppo capitalistico e industriale si sarebbe formato un ceto medio sempre piu' numeroso e la lotta di classe si sarebbe affievolita e non inasprita.
egli diceva che lo stesso capitalismo avrebbe permesso il migliramento delle condizioni di vita dei lavoratori. lo scopo doveva essere battersi per riforme e non di trasformare la societa'
un altra posizione che si afferma nel movimento operaio (in particolare in francia) era il
sindacalismo rivoluzionario
elaborata da GEORGES SOREL che esaltava il ruolo del proletariato e sperava sulla caduta del capitalismo sotto i colpi degli scioperi generali