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LA SOTTILE ARTE DI FARE QUELLO CHE CAZZO TI PARE - Coggle Diagram
LA SOTTILE ARTE DI FARE QUELLO CHE CAZZO TI PARE
NON PROVARE
la vera storia del successo di Bukowswi consiste nell'
essere a proprio agio con i fallimenti
la sua capacità di essere completamente e risolutamente onesto con se stesso, soprattutto con i suoi lati peggiori, e di condividere i propri difetti senza alcun dubbio o esitazione
la chiave per vivere una bella vita non è sbattersi di più; è
sbattersi di meno,
sbattersi solo per quello che è vero e immediato e importante
desiderare un'esperienza più positiva è di per sé un'esperienza negativa e, paradossalmente, accettare la propria esperienza negativa è di per sé un'esperienza positiva
legge d'inversione
: inseguire il negativo genera il positivo
il dolore che insegui in palestra ti dà come risultato generale più salute ed energia
i fallimenti negli affari sono ciò che ti porta a comprendere meglio che cosa è necessario per avere successo
ammettere apertamente le tue insicurezze ti rende paradossalmente più sicuro di te e più carismatico agli occhi degli altri
il dolore di un confronto onesto è ciò che genera più fiducia e rispetto nelle tue relazioni
sopportare le tue ansie e paure è ciò che ti permette di rafforzare il coraggio e la perseveranza
nella vita tutto ciò che conta si conquista superando l'esperienza negativa ad esso correlata
ogni tentativo di sfuggire al negativo, di evitarlo o soffocarlo o silenziarlo, ci si ritorce contro
non si può districare il dolore alla trama della vita e cercare di evitare il dolore significa dargli troppa importanza; al contrario,
se riesci a sbattertene, diventi inarrestabile
la maggior parte di noi affronta la vita dando troppa importanza a situazioni che non se la meritano
devi imparare a concentrarti e dare priorità efficace ai tuoi pensieri; impara a scegliere ciò che ti importa e ciò che non ti importa sulla base dei tuoi valori personali
LA SOTTILE ARTE DELLO SBATTERSENE
3 sottigliezze
1) sbattersene non significa essere indifferenti; significa sentirsi a proprio agio con la propria diversità
non vuole dire non dare importanza a niente; al contrario, vuol dire fregartene delle avversità che ti separano dai tuoi obiettivi, che non ti importa di far incazzare qualcuno per fare ciò che consideri giusto o importante o nobile
vuol dire superare le avversità essendo disposti a essere diversi e emarginati solo per i propri valori
essere pronti a fissare in faccia il fallimento e mostrargli il dito medio; essere persone che se ne sbattono delle avversità, del fallimento, di mettersi in imbarazzo o di mandare tutto a puttane
2) per sbattersene delle avversità, devi prima dare valore a qualcosa di più importante
il problema della gente che distribuisce incazzature come gelati ai campi estivi è che non ha niente di più importante a cui dedicarsi
se ti trovi a prendertela costantemente per stronzate che ti danno sui nervi è possibile che nella tua vita non ci sia molto per cui valga davvero la pena di incazzarsi
trovare nella tua vita qualcosa d'importante e significativo è l'uso più produttivo che puoi fare del tuo tempo ed energia perché se non trovi quella cosa significativa, la tua energia verrà sprecata in cause frivole e senza senso
3) che tu te ne renda conto o no, scegli sempre per cosa sbatterti
la maturità è ciò che succede quando impari a sbatterti solo per quello che vale davvero la pena
LA FELICITÀ È UN PROBLEMA
la felicità non è un'equazione risolvibile
l'insoddisfazione e il disagio sono parti integranti della natura umana e componenti necessarie alla creazione di una felicità costante
soffriamo per il semplice fatto che la sofferenza è biologicamente utile
è l'agente preferito della natura per ispirare cambiamento
il dolore, in tutte le sue forme, è il più efficace strumento del nostro corpo per spronare all'azione
la felicità nasce dalla risoluzione dei problemi
i problemi sono una costante nella vita, non finiscono mai, ma vengono solo sostituiti e/o potenziati
a volte questi problemi sono semplici, altre volte sono astratti e complicati; ma più evitiamo i problemi e li anestetizziamo, più sarà doloroso quando infine dovremo affrontarli
per essere felici abbiamo bisogno di qualcosa da risolvere: l felicità è pertanto una forma di azione
le emozioni sono sopravvalutate
le emozioni negative sono una chiamata all'azione: quando le provi, è perché devo fare qualcosa. Le emozioni positive sono la ricompensa per aver compiuto l'azione giusta
scegli la tua battaglia
Quale dolore vuoi nella tua vita? Per cosa sei disposto a lottare?
la risposta a queste domande determina quello che diventeranno le nostre vite
la strada verso la felicità è piena di mucchi di merda e vergogna
la felicità richiede fatica; cresce dai problemi
un significato e una realizzazione veri, sinceri e duraturi vanno guadagnati scegliendo e gestendo le proprie battaglie
i nostri sforzi determinano il nostro successo; i nostri problemi generano la nostra felicità
NON SEI SPECIALE
non siamo tutti eccezionali
avversità e fallimenti sono utili e addirittura necessari per crescere degli adulti forti e di successo
per misurare davvero l'autostima non bisogna guardare come si vivono le esperienze positive, ma quelle negative
una persona realmente dotata di alta autostima è in grado di guardare con franchezza gli aspetti negativi del proprio carattere e poi agisce per migliorarsi
la verità è che i problemi unici non esistono: se hai un problema, è facile che milioni di altre persone l'abbiano avuto in passato, ce l'abbiano in questo momento e ce l'avranno in futuro
questa realizzazione (che tu e i tuoi problemi non avete effettivamente l'esclusiva della gravità o del dolore) è il primo e più importante passo per risolverli
IL VALORE DELLA SOFFERENZA
se la sofferenza è ineluttabile, se nella vita è impossibile evitare i problemi, allora la domanda che dovremmo farci non è: "come faccio a smettere di soffrire?", ma: "perché sto soffrendo, per quale scopo?"
l'autoconsapevolezza è come una cipolla con multipli strati:
1) è la semplice comprensione delle proprie emozioni
2) è la capacità di chiederci "come mai" proviamo certe emozioni
3) corrisponde ai nostri valori personali
i nostri valori determinano i metri di giudizio con cui misuriamo noi stessi e tutti gli altri
se vuoi cambiare il modo in cui vedi i tuoi problemi, devi cambiare ciò a cui dai valore e/o come misuri il fallimento/successo
VALORI CATTIVI (dipendono da eventi esterni)
1) il piacere: è un falso dio perché ci concentra la propria energia sui piaceri superficiali finisce per essere più ansioso, più emotivamente instabile e più depresso
2) il successo materiale: quando qualcuno non si misura in base in base ai propri comportamenti, ma agli status symbol che riesce ad ottenere, è probabile che non sia solo una persona superficiale, ma anche stronza
3) avere sempre ragione: i nostri cervelli sono macchine o efficienti, facciamo di continuo supposizioni errate, sbagliamo il calcolo delle probabilità, ricordiamo male i fatti, vediamo a bias cognitivi e prendiamo decisioni basandoci sui nostri ghiribizzi emotivi (conclusione: in quanto umani, ci sbagliamo praticamente sempre)
4) restare positivi: la verità è che la vita, a volte, fa schifo e la cosa più salutare che puoi fare è ammetterlo (le cose vanno storte, la gente ci ferisce, gli incidenti capitano: queste cose ci fanno sentire di merda e va bene così)
VALORI BUONI (si raggiungono internamente )
sono ad esempio: l'onestà, l'innovazione, la vulnerabilità, l'umiltà, la curiosità
il punto sono le tue priorità: quali sono i valori a cui dai la priorità e che perciò influenzano più di ogni altra cosa il tuo processo decisionale?
è in questo che consiste il vero "miglioramento di sè": dare priorità a valori migliori, scegliere bene le cose per cui sbattersi
È SEMPRE UNA SCELTA
spesso l'unica cosa che fa la differenza tra un problema che ci provoca dolore e uno che ci fa sentire potenti è la sensazione di esserlo scelto e di esserne responsabili
quando abbiamo la sensazione di scegliere i nostri problemi ci sentiamo potenti; quando abbiamo la sensazione che ci siano imposti contro la nostra volontà ci sentiamo vittimizzati e infelici
c'è una semplice realizzazione da cui hanno origine tutti i miglioramenti e le crescite personali: ciascuno di noi, individualmente, è responsabile di tutto ciò che accade nella propria vita, qualunque siano le circostanze esterne
non sempre possiamo controllare cosa ci succede, ma abbiamo sempre il controllo di come lo interpretiamo, oltre che delle nostre reazioni
scegliamo sempre i valori in base ai quali vivere e i metri di giudizio con cui misuriamo tutto quello che succede
spesso lo stesso evento può essere positivo o negativo, a seconda del parametro che scegliamo di applicare
il punto è che stiamo sempre scegliendo, anche se non ce ne rendiamo conto
con una grande responsabilità viene un grande potere
più scegliamo di assumerci la responsabilità della nostra vita, più abbiamo il potere di intervenire
assumerci la responsabilità dei nostri problemi è dunque il primo passo per risolverli ed è da lì che nasce il vero miglioramento della vita
nessun altro è mai responsabile della tua situazione a parte te: questo perché puoi sempre scegliere come vedi le cose, come reagisci, come le valuti, come scegliere il metro di giudizio con cui misurare le tue esperienze
limitarsi a incolpare gli altri significa solo farsi del male
TI SBAGLI SU TUTTO
invece di puntare alla certezza, dovremmo essere costantemente alla ricerca del dubbio
dubbio sulle nostre convinzioni, dubbio sui nostri sentimenti, dubbio su cosa potrebbe avere in serbo per noi il futuro se non usciamo o non lo creiamo con le nostre mani
sbagliare ci apre alla possibilità di cambiamento, ci offre la possibilità di crescere
le nostre convinzioni sono malleabili e i nostri ricordi orribilmente inattendibili
il segreto sta nel dare a noi stessi meno fiducia e mettere in dubbio le nostre intenzioni e motivazioni
più abbracci l'incertezza e il non sapere, più ti senti a tuo agio a sapere che non sai
l'incertezza elimina il nostro giudizio sugli altri e impedisce la stereotipizzazione e i preconcetti non necessari che abbiamo di solito
l'incertezza ci libera anche dal nostro giudizio su noi stessi: non sappiamo se siamo degni d'amore, non sappiamo quanto siamo attraenti, non sappiamo quanto successo potremmo potenzialmente avere
l'unico modo di ottenere queste cose è mantenere l'incertezza sul loro conto ed essere aperti alla possibilità di scoprirle tramite l'esperienza
l'incertezza è alla base di ogni progresso e di ogni crescita: chi crede di sapere tutto non impara niente; più ammettiamo di non sapere, più opportunità abbiamo di apprendere
l'unico modo di risolvere i nostri problemi è ammettere che finora le nostre azioni e convinzioni sono state sbagliate e non hanno funzionato
finché non cambiamo il modo in cui ci vediamo, ciò che crediamo di essere e non essere, non possiamo sconfiggere l'evitamento e l'ansia e quindi non possiamo cambiare
i tuoi problemi hanno ben poco di unico o speciale
non essere speciale, non essere unico; ridefinisci i tuoi metri di giudizio in modo allargati e banali
più è ristretta e rara l'identità che ti scegli, più tutto sembrerà minacciarla; proprio per questo, definisciti nel modo più semplice e ordinario possibile
IL FALLIMENTO È LA STRADA DA SEGUIRE
qualunque miglioramento è basato su migliaia di piccoli fallimenti e l'ordine di grandezza del tuo successo dipende da quante volte hai fallito
se qualcuno è più bravo di te in qualcosa, probabilmente è perché ha fallito più volte
possiamo avere veramente successo solo nelle cose per cui siamo disposti a fallire
il dolore fa parte del processo, ci rende spesso più forti, più resistenti e più stabili
la paura, l'ansia e la tristezza non sono sempre necessariamente stati mentali indesiderati o inutili; al contrario, spesso rappresentano il dolore propedeutico alla crescita psicologica
proprio come è necessario sopportare un dolore fisico per rafforzare i muscoli e le ossa, è necessario patire un dolore emotivo per sviluppare una maggiore resilienza, un migliore senso di sé, una capacità di compassione più grande e in generale una vita più felice
i cambiamenti di prospettiva più radicali si verificano spesso in coda ai nostri momenti peggiori; è solo quando proviamo un dolore intenso che siamo disposti a esaminare i nostri valori e chiederci perché ci stanno tradendo
il principio del "fare qualcosa"
se non hai la motivazione necessaria a fare qualche cambiamento importante nella tua vita, fai qualcosa (qualunque cosa) e poi sfrutta la reazione conseguente per cominciare a motirvarti
quando lo standard del successo diventa il semplice agire, ci catapultiamo in avanti, ci sentiamo liberi di fallire e quel fallimento ci fa avanzare
L'IMPORTANZA DI DIRE DI NO
il rifiuto ti migliora la vita
per dare valore a qualcosa dobbiamo sbatterci e per dare valore a qualcosa dobbiamo rifiutare le cose diverse
tale rifiuto è una parte intrinseca e necessaria del mantenimento dei nostri valori e dunque della nostra identità
siamo definiti da cosa scegliamo di rifiutare; e se non rifiutiamo niente (forse per la paura di essere rifiutati noi stessi) siamo essenzialmente privi d'identità
per vivere delle vite oneste dobbiamo imparare a sentirci a nostro agio nel dire e sentire la parola
no
E POI MUORI
di fronte all'inevitabilità della morte non c'è motivo di arrendersi alla propria paura o imbarazzo o vergogna poiché tutto questo non è altro che nulla
passando la maggior parte della tua breve vita a evitare ciò che è doloroso e mette a disagio, stai essenzialmente evitando di essere vivo