Lo sfondo desertico simboleggia la distruzione portata dalle guerre. I teschi che si replicano gli uni dentro gli altri, invece, sembrano suggerire la continua presenza degli scontri nella storia dell’uomo, che quindi diventano anche un inevitabile destino.
Salvador Dalì, inoltre, non inserisce alcun riferimento alla guerra civile spagnola o alla seconda guerra mondiale. La raffigurazione dei conflitti assume così un carattere generale e universale in cui chiunque, indipendentemente dal contesto storico vissuto, può trovare parte di sé.