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TITO LIVIO 2 - Coggle Diagram
TITO LIVIO 2
Modello annalistico: mise in pratica il grandioso disegno di narrare tutta la storia di Roma a partire dalle origini
(dal titolo -> “Dalla fondazione della città”), lavorando per tutta la sua vita a quest’opera.
142 libri che coprivano dall’arrivo di Enea in Italia fino alla morte di Druso (figliastro di Augusto) in Germania nel 9 a.C. Di questi ne sono conservati solo 35
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Di quasi tutti i libri ci sono giunti brevi riassunti, (Periochae): composti tra il 3° e il 4° secolo d.C. a uso scolastico, utili
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L’impianto è rigorosamente annalistico, suddiviso in sezioni corrispondenti alle successive fasi della pubblicazione,
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Il racconto si amplia progressivamente fino ad avvicinarsi ai tempi più recenti: caratteristica dell’annalistica più antica, mostra che Livio non aveva un piano dell’opera programmato fin dall’inizio
ma procedeva, alla maniera degli annalisti, seguendo la successione cronologica dei fatti, senza un punto di arrivo prestabilito.
1° libro: ricco di materiale leggendario, pur essendo dedicato alle vicende dei sette re tradizionali
non ne fa mai i veri protagonisti del racconto, al centro del quale è Roma con la sua crescita progressiva,
attraverso le conquiste territoriali e l’organizzazione interna dello Stato, verso la grandezza cui fin dall’inizio appare destinata.
Un altro elemento unificatore del libro è la storia della monarchia come istituzione: vengono mostrati gli aspetti negativi del regnum
sino alla sua fatale degenerazione in tirannide, che ne segna la fine.
2° e 10° libro: costituiscono la sezione più bella dell’opera, accompagnata dalla piena partecipazione dell’autore
SI assiste alla graduale crescita di Roma attraverso il superamento di pericoli esterni e di difficoltà interne, presentati
come le prove cui un superiore disegno provvidenziale sottopone senza sosta le virtù civili e militari del popolo romano, per renderlo:
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Nella prefazione del VI libro si segnala la scarsità di fonti per i fatti più antichi. Livio intende fondare l’opera su documenti come
annali dei pontefici, decreti del Senato, testi di leggi e di trattati. In realtà non è andata così, perché nella parte dell’opera che è pervenuta
Livio si basò esclusivamente sulle opere dei suoi predecessori e non si nota nemmeno alcun notevole cambiamento a partire dal 6° libro, data l’importanza che lui stesso attribuisce al documento.
Possiamo quindi sostenere che Livio acquisì le opere degli storiografi precedenti come materiale da rielaborare,
procedendo perlopiù a una riscrittura dei dati già raccolti da altri, senza sottoporli a una verifica sistematica.
Livio fa riferimento ai valori cui attribuisce la grandezza di Roma: fede, tenacia, moderazione, senso del dovere, spirito di sacrificio, lealtà
Le questioni interne riguardano la lunga lotta tra patrizi e plebei e le successive tappe della conquista da parte della plebe della parità civile e politica