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Lo sviluppo percettivo: tipicità e atipicità - Coggle Diagram
Lo sviluppo percettivo: tipicità e atipicità
conoscenza della realtà = percezione
il sistema percettivo non registra fedelmente la realtà fisica, ma opera processi di selezione ed elaborazione degli stimoli sensoriali/informazioni per generare un’organizzazione coerente dei dati della realtà
non è una copia immediata e diretta
questo sistema è in grado di colmare e integrare l’informazione non direttamente presente nell’ambiente
sensazione vs. percezione
sensazione
= informazioni rilevate dai sensi
gli organi sensoriali e le vie nervose inviano informazioni al cervello
impressioni soggettive e immediate
percezione
= elaborazione e interpretazione delle informazioni selezionate
processi psichici di sintesi dei dati sensoriali in forme dotate di significato
organizzare (processo primario) e interpretare (processo secondario) le sensazioni
il
sistema percettivo
interfaccia tra sistema sensoriale, sistema motorio e sistema cognitivo
reciproco rapporto tra sviluppo percettivo e sviluppo motorio: le informazioni percettive guidano l’azione e l’azione guida la percezione
nuove possibilità di azione sull’ambiente = nuove opportunità di esperienza con diverse informazioni percettive
le
competenze percettive
neonato come individuo incompetente e passivo, dotato di automatismi biologici e risposte riflesse vs. neonato come individuo percettivamente competente, capace di percepire ed esplorare attivamente l’ambiente coinvolgendo tutti gli organi di senso
sin dalla nascita il bambino interpreta la realtà attribuendo un senso alle proprie sensazioni
neonati e infanti percepiscono la realtà attraverso processi bidirezionali che interagiscono nel guidare il sistema percettivo all’esplorazione dell’ambiente
organizzazione e immagazzinamento in memoria dell’informazione elaborata (
novelty preference
)
il bambino dimostra di preferire alcuni stimoli per il loro grado di familiarità/novità (dipende dall'esperienza pregressa del soggetto che percepisce)
l’abituazione e la familiarizzazione sono tecniche che consentono di indagare la capacità di memorizzazione delle informazioni
tecnica dell'
abituazione
fasi:
fase di abituazione -> ripetuta presentazione di uno stesso stimolo e conseguente decremento della durata della fissazione visiva;
fase test -> sono presentati contemporaneamente lo stimolo familiare e uno stimolo nuovo, e aumento dei tempi di fissazione per l'ultimo stimolo
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tecnica della
familiarizzazione
fase:
fase di familiarizzazione -> presentazione per un numero di prove fisse una serie di esemplari-stimolo appartenenti alla medesima categoria;
fasi test -> vengono contemporaneamente presentati un nuovo esemplare della categoria familiare e un esemplare di una nuova categoria
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analisi e elaborazione dell’informazione (
pattern discrimination/pattern preference
)
il bambino si dimostra capace di differenziare l’informazione selezionata rispondendo con comportamenti diversi a stimoli differenti (sapori, odori, suoni, ecc.)
durante l’infanzia le capacità di discriminazione percettiva (del sistema uditivo e visivo) si sintonizzano sulle informazioni alle quali i bambini sono più esposti (
perceptual narrowing
)
il neonato dimostra già di preferire alcuni stimoli piuttosto che altri, a dimostrazione del fatto che il bambino piccolo presta attenzione all’ambiente in modo selettivo (attenzione selettiva)
stimoli ad alto contrasto, figure dai contorni curvilinei, stimoli tridimensionali, linee orizzontali, stimoli sul piano fronto-parallelo, stimoli di natura sociale (movimento biologico, volto e voce umana)
selezione dell’informazione (
pattern detection
)
il sistema visivo è in grado fin dalla nascita di rilevare le stimolazioni visive provenienti dall'ambiente, e il sistema uditivo permette di localizzare una fonte sonora (con determinate frequenze e intensità) orientando
verso di essa gli occhi e la testa
alla nascita i sistemi sono ancora immaturi: ciò riduce la quantità di stimolazione rilevabile, ma tali limiti sensoriali favoriscono la selezione di stimoli biologicamente e psicologicamente importanti per la sopravvivenza
i neonati preferiscono stimoli ad alto contrasto, a bassa frequenza spaziale, dinamici, presentati in visione periferica e non oltre i 50 cm di distanza
i cambiamenti nelle abilità percettive durante la fanciullezza riflettono cambiamenti nella capacità di selezione di determinate informazioni visive:
mutamenti nell’attenzione sostenuta;
mutamenti nell’attenzione selettiva;
mutamenti nelle strategie di esplorazione visiva.
sincretismo infantile
scarsa organizzazione flessibile e articolata della percezione
Neuroscienze Cognitive dello Sviluppo
alcune abilità emergono gradualmente attraverso l’interazione tra predisposizioni attentive e percettive del bambino e la stimolazione a partire dall’ambiente specie-specifico
atipie dello sviluppo percettivo possono dipendere da una difficoltà nella raccolta periferica e nella trasmissione dei dati dovuta ad una lesione congenita o acquisita a livello sensoriale e/o a livello corticale, oppure a causa dell'assenza di una quantità minima di stimolazione in un particolare periodo dello sviluppo
periodi sensibili = momenti nel corso dello sviluppo durante i quali l’organismo è particolarmente sensibile a specifiche esperienze percettive (i primi due anni di vita sono maggiormente influenzati da esperienze determinate)
teoria neurocostruttivista: le disfunzionalità percettive e attentive nelle sindromi evolutive sono il risultato di un processo epigenetico
la
categorizzazione percettiva
processo cognitivo di base attraverso il quale stimoli, oggetti e eventi diversi dal punto di vista percettivo vengono raggruppati sulla base di una o più caratteristiche comuni
fin dalla nascita il bambino è capace di organizzare le stimolazioni in unità categoriali costanti, riconoscendo come simili stimoli fisicamente diversi
processo che conferisce stabilità e coerenza alla stimolazione ambientale
tecnica della familiarizzazione
nel corso del tempo le categorie percettive diventano più selettive ed efficaci (processo costante) e contemporaneamente cambia la natura dell'informazione
è un processo di apprendimento dominio-generale che si applica indipendentemente dalla natura dell’informazione
esiste l'ipotesi che il neonato possieda alcuni principi guida dominio-specifici che si attivano solo a seconda di determinati input ambientali e dunque domini di conoscenza
la
teoria ecologica
di Gibson
studio del comportamento naturale del bambino in relazione all'ambiente fisico e sociale
i bambini estraggono attivamente le informazioni
l'esperienza contribuisce allo sviluppo percettivo: i bambini agiscono per scoprire informazioni e scoprendole possono agire meglio sull'ambiente
si osservano trasformazioni nelle modalità di selezione dell’informazione al variare dell’età e dell'esperienza
affordances
= informazioni provenienti dall'ambiente che implicano una relazione individuo-contesto
stretto legame tra percezione ed azione