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LA CRISI DEL III SECOLO - Coggle Diagram
LA CRISI DEL III SECOLO
PROBLEMI ESTERNI
Ad oriente i Parti
sono sostituiti da un
nuovo impero persiano
Frequenti incursioni
di tribù germaniche
Approfittando del caos politico alcune
regioni dell'Impero cercano di diventare
autonome
Postumo, comandante delle legioni
del Nord, proclama l'
Impero delle Gallie
(Francia, Spagna, Portogallo, Inghilterra)
Zenobia e Odenato creano il
regno di Palmira
(province asiatiche, Egitto)
PROBLEMI INTERNI
crisi
politica
dopo Massimino il Trace (235-238)
una quarantina di imperatori in 50 anni
l'imperatore è scelto
dalle legioni in lotta fra loro
"
ANARCHIA MILITARE
"
guerre civili continue
crisi
economica
la pace dei secoli precedenti
ha fatto interrompere il flusso
di
schiavi
e
bottino
meno lavoratori nelle
campagne
diminuisce la produzione
carestie
bisogno di più
tasse
per mantenere i costi
dello Stato e dell'esercito
molti contadini piuttosto che
pagarle preferiscono darsi al
brigantaggio
l'insicurezza generale
negli spostamenti
riduce i
commerci
la riduzione della ricchezza
mette in difficoltà le produzioni dell'
artigianato
(beni di lusso)
crisi
spiriturale
si diffondono nuove religioni
provenienti da oriente
si diffonde il cristianesimo
persecuzioni religiose
crisi
sociale
calo
demografico
epidemie di
peste
(portata dai soldati che
tornano dall'oriente) :
TENTATIVI DI SOLUZIONE
potenziare la difesa delle
città
Mura Aureliane a Roma
gestire i rapporti coi
barbari
viene data la possibilità
di arruolarsi ai barbari
"divide et impera"
un barbaro può diventare cittadino
proteste dei soldati romani
mantenere la coesione della
società
Editto di Caracalla
(212)
tutti gli abitanti dell'Impero
acquisiscono la
cittadinanza
tutti devono pagare le tasse
(anche gli italici, prima privilegiati)
più risorse per lo stato
restano esclusi schiavi barbari,
pastori, contadini, chi non accetta di
vivere seguendo le abitudini dei romani
integrazione
riforma
monetaria
le monete d'argento (
denari
) sono sostituite
da monete di rame rivestite d'argento (
antoniniani
)
meno metallo prezioso
(1 denario > 1 antoniniano)
stesso valore legale
(1 denario = 1 antoniniano)
svalutazione della moneta,
riduzione della circolazione del denaro