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Fascismo: la politica economica - Coggle Diagram
Fascismo: la politica economica
1922-1925: politica economica liberista
(fondata sulla libertà del mercato, garantita dalle leggi dello Stato)
Risultato immediato fu un
periodo di espansione economica: aumento produttività industriale e agricola, e si tornò al pareggio di bilancio.
dal
1925 ricomparve l'inflazione e la lira si svalutò
. inoltre lo
sviluppo industriale favorì le importazioni di materie prime
, provocando un
peggioramento dei conti con l'estero.
Dal 1925: Misure protezionistiche e deciso intervento dello Stato
, anche in virtù della Grande Crisi del '29
BATTAGLIA DEL GRANO
, propaganda basata su motivi ruralistici con toni guerreschi, il cui obiettivo fu di
RENDERE L'ITALIA AUTOSUFFICIENTE NEL SETTORE CEREALICOLO
Varò un
programma di incentivi
destinati ai contadini affinché adottassero tecniche più avanzate (concimi chimici, macchinari)
per aumentare la produttività
L'autosufficienza non fu mai raggiunta, ma le importazioni di cereali furono ridotte e le rese agricole aumentarono.
BATTAGLIA DELLA LIRA
: rivalutare la moneta nazionale tramite la "quota 90": fu stabilito un cambio fisso di 90 lire per una sterlina britannica.
sgravi fiscali e riduzione materie prime favorirono le industrie di base
(elettricità metalmeccanica, chimica)
rivalutazione lira
sfavorì le esportazioni
(tessi e ortofrutticole) perché in
prodotti italiani costavano di più: Nuova fase di ristagno e disoccupazione.,
SISTEMA CORPORATIVO: **
mirava a riunire lavoratori e datori di lavoro delle diverse categorie produttive in associazioni finalizzate a risolvere qualsiasi controversia al loro interno**. Lo Stato doveva armonizzare tutti gli interessi al fine di sostenere gli interessi economici nazionali. In realtà l'obiettivo era di mettere a tacere le rivendicazioni dei lavoratori, imponendo decisioni dall'alto
Nel
1922 nacque la Confederazione nazionale delle corporazioni nazionali
(organizzazione sindacale fascista) riconosciuta poi,
con il patto di Palazzo Vidoni
,quale
unico organo che rappresentava i lavoratori
.
Nacquero
22 corporazioni, dipendenti dal ministero delle Corporazioni
Furono approvate le "
LEGGI SINDACALI", che introdussero IL DIVIETO DI SCIOPERO E DI SERRATA, decretando LO SCIOGLIMENTO DI TUTTI I LIBERI SINDACATI.
AUTARCHIA:
negli anni '30, per far fornate alla "Grande crisi", venne potenziata la strategia protezionistica:
l'Italia doveva essere indipendente dall'estero nei rifornimenti di materie prime e derrate alimentari
Garantì incentivi economici e fiscali alle grandi industrie,
imponendo limiti elle importazioni di materie prime e promosse
smercio "surrogati",
prodotti nazioni che sostituivano quelli esteri (caffè e tè)
Ridusse la disoccupazione
ma, con l'abbassamento dei salari dei lavoratori,
diminuì il potere d'acquisto degli italiani
, anche perché i prodotti italiani erano più costosi.
La Camera dei deputati
Fu sostituita dalla Camera dei fasci e delle corporazioni (membri del Partito) e del Consiglio nazionale delle corporazioni. Non erano più deputati eletti dal popolo, ma imposti dai vertici,
Programma di lavori pubblici
(Per affrontare il crollo della produzione industriale e agricola del '30 furono varati lavori pubblici)
e la battaglia demografica
Settore agricolo
PROGETTO DI BONIFICA INTEGRALE : prosciugare terreni paludosi, presenti in tutta Italia, per renderli coltivabili.
Fu il caso dell'Agro Pontini, vicino Roma, dove furono fondati nuovi centri abitativi (Latina o Littoria e Sabaudia)
Settore finanziario e industriale
Lo Stato creò:
L'Istituto mobiliare italiano
, per aiutare le imprese a rischio fallimento
L'Istituto per la ricostruzione industriale, finanziato dalla Banca d'Italia:
lo Stato
assumendo, in gran parte dei casi, la direzione delle società da aiutare,
si trasformò in imprenditore
Battaglia demografica per incrementare la natalità
Istituì premi per le famiglia e una tassa a carico dei celibi
Fu fallimentare per l'introduzione dei metodi di controllo delle nascite e fu legato all'abbandono delle campagne verso i centri urbani.
Politica sociale e assistenziale,
sempre al fine di creare consenso attorno al regime
Opera nazionale per la maternità e l'infanzia
(per assistere madri bisognose e bambini abbandonati)
Istituto nazionale fascista della previdenza sociale (INFPS)
, basi per il sistema pensionistico;
Istituto nazionale fascista per l'assicurazione infortuni sul lavoro (INFAIL)
, incaricato della gestione assicurazione obbligatoria contro infortuni