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U. 6. Lezione 1. L'espansione dei Franchi, Con Pipino il Breve…
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- Con Pipino il Breve comincia la dinastia dei Carolingi
A Carlo Mattarello successe Pipino il Breve dando inizio a una nuova dinastia che venne chiamata carolingia. Pipino convinse papa Stefano II a consacrarlo con l'olio santo (754)
Pipino scese in Italia per difendere i territori pontifici e bizantini dai Longobardi che donò questo territorio al pontefice che portò alla nascita dello Stato della Chiesa
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- Carlo Magno sale al potere
Alla morte di Pipino il Breve successe suo figlio Carlo Magno che conquistò Pavia e sconfisse definitivamente i Longobardi e sottomise altre popolazioni
·Conquistò i Sàssoni ·sottrasse alcune terre agli Arabi ·si impadronì della Baviera e della Marca orientale ·distrusse il regno degli Avari
- Nasce il Sacro Romano Impero
Carlo poté contare sull'alleanza della Chiesa di Roma egli convertì tutte le altre popolazioni sottomesse alla fede cristiana.
A confermare l'alleanza tra Franchi e Chiesa la notte di Natale nella basilica di San Pietro papa Leone III proclamò Carlo imperatore. Rinacque l'impero d'Occidente che venne chiamato Sacro Romano Impero.
- Carlo Magno organizza l'impero
L'impero di Carlo Magno era organizzato in modo diverso da quello romano: il primo aveva il cuore nella città di Roma e il secondo ce l'aveva nelle regioni intorno al fiume Reno. Inoltre l'impero di Carlo Magno comprendeva molti territori dell'attuale Germania che non erano mai stati conquistati dai romani.
Infine l'impero romano era uno Stato unitario al contrario Carlo Magno lo divise in parti chiamate contee e marche e affidò questi territori a uomini chiamati conti e marchesi
- I missi dominici controllano conti e marchesi
I territori che Carlo affidava ai suoi chiamati anche feudi e feudatari. Per sorvegliare i territori dell'impero e il lavoro dei conti e marchesi Carlo si affidava ai missi dominici
Questi funzionari erano incaricati di viaggiare nelle varie regioni per rendere pubbliche le nuove leggi e amministrare la giustizia e dovevano anche informare il sovrano di eventuali abusi