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L'Età Giolittiana (1903-14) - Coggle Diagram
L'Età Giolittiana
(1903-14)
Vittorio Emanuele III
(
1900-1946
) rinuncia alla repressione
sale al governo il liberale di sinistra
Zanardelli
nel
1903
(dopo dimissioni di Zanardelli)
Giovanni Giolitti
(ministro degli interni) sarà il
nuovo capo del governo
Giovanni Giolitti (1842-1928)
appartiene alla
sinistra moderata liberale
piemontese, esponente generazione che non partecipò al Risorgimento
capo del governo 1892-93
Nuova linea politica
Giolitti sostiene la
neutralità dello Stato
in occasione del
primo sciopero generale nazionale (1904)
Giolitti vince le elezioni
ottenne contributo antisocialista dei
cattolici
con il consenso di
papa Pio X
"doppio volto"
sostiene il padronato nel Sud seguendo una politica clientelare
rafforzamento
della lira e delle
finanze
(1906-1909) grazie all'
attività riformista
Il decollo industriale italiano
Giolitti beneficia di una congiuntura favorevole tra il 1896-1914 crescita industriale annua del 7%
settori trainanti: metallurgico, meccanica (automobili), chimica
limiti
: dipendenza dalla tutela statale, concentrazione triangolo "industriale", mercato interno molto ristretto
Il IV governo Giolitti
dopo una pausa di due anni nel
1911
Giolitti torna al potere con un
programma innovativo
che prevede
nazionalizzazione assicurazioni sulla vita
suffragio universale maschile (1912)
concessione alla destra nazionalista: ripresa
politica coloniale
Un nuovo clima politico
1912 prevale nel
PSI
la componente
massimalista
sulla destra il
nazionalismo
diventa più aggressivo
La guerra di Libia (1911-12)
preparata dalla diplomazia e sostenuta dall'opinione pubblica viene accolta da Giolitti come fatalità
La fine dell'età giolittiana
Giolitti vince le le elezioni ma la sua politica è troppo eterogenea
sale al governo
Salandra
Le elezioni del 1913
Giolitti cerca l'appoggio dei cattolici; si assicura i voti con il
Patto Gentiloni