Celebra le due vittorie dell'imperatore Traiano contro i Daci, popolazioni che occupavano i territori dell'attuale Romania.Data: Eretta dopo la morte di Traiano (117 d.C.). Le sue ceneri furono poste alla base della colonna.Ubicazione Originaria: Nel Foro di Traiano a Roma. Nel Cinquecento fu sostituita con quella di San Pietro.Artista: Apollodoro di Damasco, architetto di Traiano, probabilmente collaborò alla sua realizzazione.Descrizione: Monumento alto circa 30 metri (esclusa la base), decorato con una fascia ininterrotta di rilievi che si avvolge a spirale sulla superficie della colonna.Narrazione: Illustra le fasi delle due vittoriose spedizioni di Traiano in Dacia(101-102e105-106 d.C.).Contenuto: Ricca di dettagli, attraverso il Danubio, la costruzione degli accampamenti, le marce, gli assedi, le battaglie.Protagonista: Traiano è il protagonista assoluto, celebrato come il massimo rappresentante dell'impero romano.Antagonista: Il re dei Daci, Decebalo, è rappresentato come un avversario valoroso e degno di rispetto.Stile: I rilievi sono scolpiti con uno stile realistico, con narrazione chiara ed episodi descritti con grande precisione.Rappresentazione di Traiano: Non idealizzata, ma resa con grande verosimiglianza, celebrato come comandante che sta in mezzo ai suoi uomini e combatte con loro.Coinvolgimento dell'Artista: L'artista realizza un racconto coinvolgente nonostante lo scarso spessore del fregio, grazie alla varietà di scene, gesti, episodi e sentimenti.Progressione della Narrazione: Salendo verso l'alto, lo spessore della fascia aumenta e i rilievi sono più grandi per facilitare la visione dal basso.Autonomia Artistica: Il modello della colonna celebrativa rappresenta un'espressione autonoma dell'arte romana, ormai svincolata dall'influenza greca.Qualità dell'Opera: È un'opera di grande qualità in tutti i dettagli. I 200 metri di rilievi non sono parti realizzate con minore efficacia, testimoniando un lavoro esteso e impegnativo.Simbolo: La Colonna Traiana è un simbolo dell'eccellenza artistica romana.