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Eugenio Montale - Coggle Diagram
Eugenio Montale
Ossi di Seppia
Linguaggio e Tono
la voce è disperata e realista, lontana dal tono magniloquente o futurista.
il linguaggio è preciso e unisce termini nobili e comuni. Possiamo vedere un alternanza di metriche tradizionali e versi liberi.
Il Paesaggio Liguria
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il mare rappresenta un simbolo che gli rappresenta vitalità ma anche forza distruttiva, ed è l'emblema degli "osi" abbandonati
Struttura della raccolta
ha scritto le poesie dal 1920 al 1924. c'è una divisione interna:
si apre con "In limine"
abbiamo le sezioni dei movimenti, ossi di seppia, mediterraneo, meriggi e ombre
infine abbiamo la chiusura con il "riviere"
Temi
tratta della vanità della vita e tormento della conoscenza. c'è una metafora degli "Ossi di seppia" che rappresenterebbe un relitto e desiderio di dissolversi nell'onda.
“I limoni”
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Contrasto con la poesia aulica, Montale preferisce l’“odore dei limoni”, le “strade che s’inoltrano tra i ciuffi degli orti”.
È una poesia-manifesto: la poesia deve essere concreta, vicina alla realtà semplice e vissuta.
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“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”
Omaggio alla moglie Drusilla Tanzi, scomparsa nel 1963.
La poesia è un atto di memoria e amore, ma anche una presa di coscienza della perdita.
“Dandoti il braccio”: la condivisione quotidiana, i gesti semplici che danno senso alla vita.
Dopo la morte della moglie, Montale “scende” le scale al buio, perché ha perso la sua guida spirituale.
Fa parte della raccolta Satura, pubblicata nel 1971