Sono una politica cruciale per garantire il benessere all'infanzia, soprattutto nella più recente riformulazione in termini di investimento sociale. L'importanza è stata rimarcata nella direttiva 92/241/Ec e al summit di Barcellona del 2002, in cui è stato chiesto agli stati membri di rimuovere gli ostacoli che impediscono la partecipazione femminile al mercato del lavoro, soglia fissata al 60% entro il 2010 con incremento dei servizi prescolastici che avrebbero dovuto raggiungere la copertura del 33% per i bambini in età 0-3 e quella del 90% per bambini 3-6 anni.
Il tasso di utilizzo e l'offerta di servizi pubblici e privati per l'infanzia in tutti i paesi è profondamente differenziata per fasce d'età.
Fascia 0-3 (numero di bambini che frequenta a tempo pieno o parziale un servizio): non è molto elevata nella maggior parte dei paesi ma limitata in paesi ex blocco sovietico e sotto la soglia del 33% in Italia, Austria, Cipro e Estonia. Italia: scarsa diffusione di servizi, non compensata da congedi lunghi e ben pagati. In tutti i paesi il più debole sviluppo è da attribuire al costo elevato e a una diversa concezione delle forme di cura preferibili per i bambini in tenera età, al valore e al significato attribuito all'utilizzo dei nidi d'infanzia. I servizi sono offerti in misura consistente solo ai bambini sopra l'anno. Est europeo: generosi congedi genitoriali che privilegiano le cure familiari. Sud europeo: cure per figli sotto 3 anni sono un privilegio e una responsabilità della madre, della famiglia, in assenza di congedi lunghi e ben pagati.
Le situazioni si differenziano dall'anno in poi, con paesi che offrono buoni livelli di copertura tramite i servizi, altri che cercano preferiscono consentire congedi, altri che lasciano la questione alle risorse familiari.
La situazione muta radicalmente per i servizi destinati ai bambini sopra i tre anni. Tassi di frequenza molto elevati, in particolare dove costituiscono parte integrante del sistema educativo nazionale. La nascita di scuole materne in Francia, Belgio, Italia, Olanda e Spagna è avvenuta per finalità di ordine educativo: per ridurre le disuguaglianze sociali e aumentare le opportunità scolastiche dei bambini appartenenti alle classi sociali svantaggiate.