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L'ITALIA NEI PRIMI ANNI DEL 1900 - Coggle Diagram
L'ITALIA NEI PRIMI ANNI DEL 1900
L'Italia era una delle nazioni più arretrate d'Europa: La maggior parte della popolazione viveva nelle campagne ed era analfabeti, l'industria era sviluppata solo al nord, il reddito pro capite era basso e quindi molti emigravano all'estero.
Il re Vittorio Emanuele III, figlio di Umberto I, abbandonò la politica repressiva del padre e affidò il paese a figure di orientamento liberale progressista. Giovanni Giolitti divenne prima Ministro degli Interni, poi Presidente di Consiglio.
Per Giolitti il governo doveva rimanere neutrale di fronte ai conflitti di lavoro e favorire un equilibrio tra le diverse forze sociali. concesse la libertà di sciopero e, voleva che le controversie tra i lavoratori e gli industriali si risolvessero per mezzo di trattative dirette tra le parti.
Giolitti ridusse l'orario di lavoro; stabili il diritto al riposo settimanale; vietò il lavoro dei ragazzi e lavorano notturno per le donne e i ragazzi, introdusse il congedo di maternità, perfezionò il sistema delle pensioni ed estese l'obbligo dell'Istruzione elementare.
Le associazioni dei Lavoratori si rafforzarono e si diffusero le camere del lavoro, che riunivano i lavoratori di ogni provincia nel 1906 nacque la confederazione generale del lavoro (CGdL). Gli industriali fondarono poi la confederazione generale dell'Industria o Confindustria.
Giolitti cercò il dialogo con il Partito Socialista e ottenne il sostegno dei socialisti riformisti guidati da Filippo Turati. furono ostili a Giolitti socialisti rivoluzionari. Giolitti per contrastare la “marea rossa”, ossia l'avanzata del socialismo nella vita politica del paese, cercò il dialogo anche con i cattolici.
Nei primi anni del Novecento, i salari degli operai aumentarono e fu possibile riportare il bilancio dello Stato in attivo. Grazie all'aumento dei depositi le banche poterono finanziare imprese dando vigore al sistema produttivo del paese.
in Italia vennero costruite centrali idroelettriche che fornirono energia elettrica da utilizzare nelle Industrie. fu avviato il programma di lavori pubblici che si occupano di estendere la rete stradale e quella ferroviaria. lo Stato nazionalizzò le ferrovie.
L'industrializzazione riguardò il nord( Lombardia e Piemonte). al sud invece, veniva praticata un'agricoltura poco redditizia e la terra rimaneva in mano ai latifondisti.
Giolitti cambiò anche la politica estera italiana. l'Italia, con l'Austria e la Germania, aveva formato la Triplice Alleanza(1882). Giolitti considerava la Triplice Alleanza un patto puramente difensivo.
La prospettiva della guerra in Libia divise i partiti e l'opinione pubblica:
borghesia industriale e finanziaria, movimento nazionalista e chiesa erano favorevoli;
la maggioranza dei socialisti e i gruppi democratici erano contrari.
La guerra di Libia fu combattuta dal 1911 al 1912 contro gli ottomani: l'Italia ottenne una parte della Libia Tripolitania e cinenaica.
La conquista della nuova colonia prosciugò le casse dello Stato. Fu inoltre causa di forti contrasti politici interni: dal Partito Socialista furono espulsi i riformisti, e dalla confederazione generale del lavoro uscirono i sindacalisti rivoluzionari,che si organizzarono nell'Unione sindacale italiana.
-1859-1880 → Voto a 25 anni → elettorato maschile a base di censitaria → Gli elettori sono il 2% della popolazione.
-1882-1912 → voto a 21 anni → elettorato maschile; diritto di voto a chi ha frequentato i primi due anni di scuola elementare o paga imposte di 19,80 lire annue → gli elettori sono il 7% della popolazione.
1912 → voto a 21 anni → cittadini maschi dal censo → gli elettori sono il 23,2% della popolazione.
Il numero degli elettori sali e Fu introdotta l'indennità parlamentare, cioè un compenso per le spese che i deputati dovevano sostenere per raggiungere Roma.
In vista delle prime lezioni o suffragio universale Giolitti cercò l'appoggio dei cattolici. strinse con essi il Patto Gentiloni, in base al quale i cattolici offrivano sostegno ai liberali, i quali, si impegnavano a non approvare norme contrarie alla chiesa.
Le elezioni del 1913 Videro una buona affermazione dei socialisti. i liberali conservarono la maggioranza grazie al voto dei cattolici.
Giolitti ricoprì per tre volte l'incarico di Presidente del Consiglio tra il 1903 e il 1914. questo fu dovuto anche alla sua straordinaria abilità politica, ma egli si servì anche della corruzione per ottenere il sostegno di maggioranze sicure.
Nel marzo del 1914 Giolitti si dimise. dopo Giolitti il governo venne affidato ad Antonio Salandra, che si rivelò una persona autoritaria. nel 1914 la polizia uccise tre operai che partecipavano ad una manifestazione; a ciò fece seguito uno sciopero generale ribattezzato “settimana rossa”. Salandra fece intervenire l'esercito e scatenò una durissima repressione.