La famiglia educante e affettiva dei ceti aristocratici e borghesi: all'origine della famiglia moderna sta il processo di privatizzazione della famiglia stessa, il progressivo ritiro dallo spazio e agire pubblici, conseguente all'affermazione dello stato moderno - famiglia aristocratica e borghese. Gli altri ceti arriveranno alla moderna concezione della famiglia per contaminazione culturale ma anche come conseguenza dei mutamenti nelle condizioni di vita e di lavoro -> riduzione degli orari di lavoro e miglioramento del tenore di vita. Separazione degli spazi e attività lavorative da quelle familiari.
Dalla seconda metà del '600: prolungamento dell'infanzia, emersione di una lunga età dello sviluppo che va normata, protetta, controllata. L'attenzione per l'infanzia si manifesta in atteggiamenti di controllo e controllati, che investono la totalità dell'esperienza dei bambini e ragazzi: dai comportamenti corporei all'educazione morale. Serie di figure e spazi ad hoc. La graduazione per età è un fenomeno relativamente recente e sviluppatosi poco a poco. Il prolungamento e l'istituzionalizzazione dei processi formativi nei ceti borghesi, il parziale svincolamento da forme di apprendistato lavorativo, l'elevata numerosità di questo gruppo di età, resero visibile queste fasce di età che venne progressivamente riconosciuta come fase della vita individuale.
La scuola: strumento principe di identificazione e graduazione dei non adulti, presiede allo sviluppo di una consapevolezza sociale della distinzione delle età e alla costruzione di un modello di sviluppo psicologico che segnerà profondamente le relazioni tra le generazioni entro la famiglia.
L'emergere dell'infanzia: processo lento che si realizza solo nell'Ottocento. Ha conseguenze diverse per ragazze e ragazzi nella misura in cui l'istruzione formale differenzia i percorsi maschili e femminili separando anche gli spazi. Al centro del progetto educativo: madre. La famiglia moderna nasce attorno alla madre e al bambino: figure asimmetriche e unite perché interdipendenti. La maternità diviene una vera e propria istituzione sociale e in parallelo viene costruita la figura del padre.
Figura paterna: caratteristiche di potere e autorità sociale proprie della forma familiare precedente, sono i mariti-padri come esponenti della cultura riformatrice e come più direttamente esposti alle nuove idee a farsi promotori dei nuovi modelli pedagogici e igienico-sanitari nei confronti di figli e mogli.
Rivoluzione contraccettiva: modalità sempre più sistematica di regolazione delle nascite con lo scopo di contenerne il numero. Diffusione di forme di contraccezione naturale che modificano la visione della sessualità e i rapporti tra i coniugi, atteggiamento verso la procreazione e i figli. Aumentato interesse e attenzione per i figli e riduzione della fecondità. In alcuni paesi europei si diffonde l'uso sistematico del coito interrotto, secondo Ariès si tratta di una rivoluzione eminentemente maschile.
La nuova collocazione simbolica e pratica della procreazione nella famiglia coinvolga una ridefinizione dei rapporti uomo-donna e dei ruoli di sesso. Al controllo maschile fa da pendant la fridigità, la mancanza di desiderio della donna per bene. Il rapporto tra coniugi è sempre più improntato all'etica del rispetto. La repressione sessuale può essere letta come strategia di coppia, familiare, individuale.