Germain e Gitterman: l'azione professionale si propone di intercettare segnali circa la presenza di rischi, carenze e problemi, opportunità, manifestazioni di cittadinanza attiva e solidaristiche, potenzialità da attivare, rafforzare coordinare. Il fine è introdurre cambiamenti che puntino alla prevenzione di fenomeni di disagio, al consolidamento del tessuto collettivo, coerentemente con il concetto ecologico di ambiente nutritivo: un ambiente che offre relazioni, opportunità, stimoli, sostegno e risorse affinché i soggetti possano sviluppare le proprie potenzialità, il senso di identità, la competenza e l'autonomia.
L'ente dovrebbe costituire di per sé una risorsa: mira a realizzare obiettivi di politica sociale, per la messa a disposizione di prestazioni assistenziali che possono sostenere la trasformazione. Il professionista è un soggetto professionale che interviene a favore di un equilibrato rapporto tra persone e ambiente sociale, è impegnato nel promuovere un cambiamento che interessa l'incremento delle capacità di azione dei soggetti, delle opportunità e risorse nei contesti di vita e quello della qualità dei processi organizzativi in vista di un maggior rispetto dei diritti delle persone.
L'intervento del servizio sociale è definito come un processo di aiuto che si propone di attivare un cambiamento "sia nel modo di porsi dei singoli, dei gruppi e collettività di fronte ai problemi che li riguardano, sia nel rapporto tra esigenze evidenziate e risposte personali, collettive, istituzionali da attivare o già disponibili.
Lerma: la professione è formata per promuovere il cambiamento: delle situazioni disfunzionali (personali e ambientali), mediante l'uso integrato delle forze positive presenti nella società (risorse individuali, del gruppo di appartenenza, della rete dei servizi, delle forze spontanee) per il raggiungimento di nuovi equilibri vitali in senso evolutivo.
Bianchi: accompagnare la persona nella scelta degli obiettivi, per produrre maggior efficacia, per rispetto dei principi operativi del servizio sociale: personalizzazione, autodeterminazione e partecipazione.
Codice deontologico articolo 26: orienta in questa direzione affermando che l'assistente sociale "riconosce la persona come soggetto capace di autodeterminarsi e di agire attivamente; impegna la propria competenza per instaurare una relazione di fiducia e per promuovere le potenzialità, l’autonomia e il diritto della persona ad assumere le proprie scelte e decisioni, nel rispetto dei diritti e degli interessi legittimi degli altri".
Richmond: di tutti i sistemi per sviluppare la mentalità e le relazioni sociali di un cliente, il più efficace è quello di fargli prendere parte attiva in tutte le fasi del processo di aiuto. Tale approccio caratterizza il metodo dell'intervento professionale come democratico: "il metodo attraverso il quale si perviene alla comprensione del cliente e all'elaborazione - in interazione con lui - di un programma al quale egli parteciperà è essenzialmente democratico".