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PSICO CLINICA (Rimondini 11 ) Il saper fare: le tecniche comunicative in…
PSICO CLINICA (Rimondini 11 )
Il saper fare: le tecniche comunicative in ambito sanitario
una BUONA COMUNICAZIONE centrata sul PAZIENTE
può
ridurre le RICHIESTE di altre visite
aumentare la SODDISFAZIONE del paziente
migliorare
la COMPRENSIONE del trattamento
la COLLABORAZIONE (=aderenza) al trattamento
incidere sullo stato di SALUTE
lo stile comunicativo DIRETTO (domande chiuse) è preferibile per pazienti con problemi organici acuti o in stato di emergenza
in generale le tecniche comunicative centrate sul paziente sono correlate alla sua soddisfazione
l'atto comunicativo si colloca all'interno
di un'INTERAZIONE DINAMICA che è influenzata
dalle CARATTERISTICHE dei SOGGETTI INTERAGENTI
almeno 3 livelli di interazione interpersonale
famigliare
in cui l'operatore deve mantenere coerenza e trasparenza
equipe professionale
paziente
dal CONTESTO in cui ha luogo
le variabili contestuali possono avere un RUOLO
FACILITANTE
OSTACOLANTE
l'operatore sanitario
deve investire in 2 saperi
saper FARE (tecniche comunicative)
saper ESSERE (auto consapevolezza)
la sua professionalità si fonda su
CONOSCENZE
che devono incardinarsi in una
CORRETTA ATTITUDINE
delle implicazioni personali e professionali legate al ruolo che gioca nella vita della persona che sta assistendo
PIENA CONSAPEVOLEZZA
TECNICHE
ABILITA'
TECNICHE COMUNICATIVE (saper fare)
si può comunicare utilizzando
COMUNICAZIONE VERBALE (linguistica)
VOCALE (parole pronunciate)
NON VOCALE (parole scritte)
COMUNICAZIONE NON VERBALE (non linguistica)
canale uditivo
pronuncia, accento, dialetto
continuità, ripetizione, durata
velocità, ritmo
retorica, intrusioni, manierismi
qualità e intonazione della voce
accentuazione per enfasi
canale visivo
sguardi e direzione degli sguardi
espressioni facciali
gesti e stile dei gesti
cenni del capo, abiti, pettinatura, trucco
elementi della comunicazione
NON VERBALE
continuità, pause e velocità
timbro di voce
tono di voce
pronuncia e accento
intonazione
accentuazione
PARAVERBALE
movimenti corporei
prossemica
postura (ripiegata, gonfiata, irrigidita)
gestualità
sguardi
mimica facciale
VERBALE
linguaggio parlato
LA COMUNICAZIONE
PARAVERBALE E NON VERBALE
NON VERBALE
CNV sono cruciali per l'interazione e definiscono le abilità di base che consentono ai mammiferi, fin dall'infanzia, di comprendere e co-regolare la qualità del rapporto interpersonale in atto
i linguaggi non verbali presentano un certo grado di
universalità
in quanto legate a strutture e meccanismi neurobiologici geneticamente determinati, ma allo stesso tempo presentano un cero grado di
variabilità
, in quanto ogni manifestazione si inserisce in un preciso contesto culturale, sociale, relazionale
gli aspetti impliciti dell'interazione sono attivi sin dalla nascita e condizionano la regolazione dell'interazione reciproca: coordinazione, arousal, stati affettivi
anche in NON AGIRE o NON DIRE (silenzio) sono comunicazione
si comunica senza rendersene conto perciò la CONSAPEVOLEZZA aiuta ad una miglior comprensione
SEGNALI di CONFLITTO IMPLICITI
se c'é dissonanza fra verbale e non verbale
si utilizza la CNV come parametro per definire la qualità della relazione
PARAVERBALE
LA PROSSEMICA
distanza e spazialità che si assume rispetto agli altri
sociale
intima
pubblica
personale
ORIENTAZIONE e POSTURA
indicano il rapporto esistente fra le persone (apertura, chiusura) o la loro interazione in quel momento
GESTI
movimenti che vengono messi in atto durante il processo comunicativo della persona e di solito sono congruenti con il verbale
SGUARDO E MIMICA FACCIALE
nella conversazione ha funzione di
monitoraggio
segnalazione delle proprie intenzioni
sincronizzare
PERCEZIONE MULTIMODALE
coinvolge l'organismo nelle sue diverse modalità (espressioni del volto, postura ecc) con prevalenza per il canale del volto
si riconoscono le manifestazioni emotive grazie ad elementi contestuale sociali
LA COMUNICAZIONE
VERBALE
TECNICHE COMUNICATIVE utilizzate durante il COLLOQUIO
RACCOLTA INFO e STRUTTURA del COLLOQUIO
DOMANDA APERTA DIRETTIVA
usata per indagare aree specifiche
consente la chiarificazione di dettagli e scoraggia una elaborazione irrilevante da parte dell'utente
FACILITAZIONE
incoraggia l'utente a dire di più o a continuare la sua storia
trasmette ascolto (passivo)
COMMENTO RIFLESSIVO
ripete parte di i ciò che l'utente ha detto o completa una sua frase aiutandolo a continuare il discorso in quella direzione
evidenzia un segnale non verbale inviato dall'utente
SINTESI
riepiloga e vierifica quanto detto dal paziente
trasmette ascolto attivo
TRANSIZIONE
orienta il paziente rispetto al colloquio o alla visita
struttura i contenuti e le fasi del colloquio
GESTIONE DELLE EMOZIONI
LEGITTIMAZIONE
si comunica all'utente che le sue emozioni sono giustificabili o comprensibili dal suo punto di vista
COMMENTO EMPATICO
identificazione delle emozioni dell'utente e dell'evento associato, formulata sottoforma di ipotesi
il commento empatico comunica all'utente che si è colta, compresa ed accettata al sua situazione emotiva
RASSICURAZIONE
espressioni attraverso le quali si segnala all'utente ottimismo, incoraggiamento, rassicurazione (attenzione agli interventi prematuri o inappropriati)
COMMENTO DI RISPETTO
serve per mettere a fuoco le risorse e le capacità dell'interlocutore e lo incoraggia ad affrontare situazioni difficili
COMMENTO DI PARTECIPAZIONE
espressione che indica partecipazione e attenzione nei confronti dell'interlocutore
in sanità si lavora in
GRUPPI INTERDISCIPLINAR
I
VANTAGGI
lavoro più pratico ed efficiente
potenziamento di risorse e attività
possibilità di confronto
supporto
condivisione di emozioni ed esperienze
condivisione di responsabilità
soluzioni di problemi più creative
arricchimento professionale e personale
collaborazione
SVANTAGGI
legate ai diversi ruoli
legate all'organizzazione del lavoro
legate alle diverse figure professionali
legate alle regole dell'istituzione
legate a caratteristiche personali (es: cultura, personalità ...)
legate alla struttura
CONFLITTI IN AMBITO LAVORATIVO
si verificano se le criticità legate al lavoro in gruppo non sono appropriatamente gestite
se protratte nel tempo portano a malessere lavorativo e riduzione della qualità delle cure offerte
definizione
"urto, scontro" che nasce dall'incontro/scontro di idee, scopi o bisogni di due o più persone
all'interno di un gruppo di lavoro implica la NECESSITA' di OPERARE una SCELTA
se si può meglio evitare anche se comunque può avere anche VALORE COSTRUTTIVO e PROPULSIVO
tipologie
INTERGRUPPI
INTRAGRUPPI
INTRAPERSONALE
INTERPERSONALE
GESTIONE DEL CONFLITTO
imparare la
prospettiva dell'altro
accettare le differenze
acquisire
strategie alternative di risoluzione
del problema
stare dentro al conflitto
senza il timore di rompere o rovinare le relazioni
distinguere tra il
piano del breve e del lungo termine
PREVENIRE E GESTIRE LE OSTILITA' DEL NOSTRO INTERLOCUTORE
RICONOSCERE ED ESPLICITARE L'EMOZIONE DI RABBIA
ASSUMERE UN ATTEGGIAMENTO MENTALE E COMPORTAMENTALE ASSERTIVO
TRESMETTERE ASCOLTO
FOCALIZZARSI SUI CONTENUTI DEL CONFLITTO E SUI PROPRI OBIETTIVI
IL CORRETTO COORDINAMENTO del GRUPPO aiuta nella PREVENZIONE del conflitto
attraverso una buona
ORGANIZZAZIONE DEL CARICO
CLIMA LAVORATIVO
GESTIONE DELLE RISORSE
PREVENZIONE delle CRITICITA'