(1516, 1521, 1532), il poeta cercò di eli- minare sempre di più i termini emiliani del suo volgare, sostituendoli con parole toscane. Ariosto si avvicinava così al modello del fiorentino trecentesco proposto nel Cinquecento da Pietro Bembo, rag- giungendo una perfezione formale pa- ragonabile al linguaggio poetico di Petrarca Anche dal punto di vista linguistico, quindi, Ariosto può es- sere considerato il poeta dell'armonia.