DESOLAZIONE DEL POVERO POETA SENTIMENTALE
dalla raccolta Piccolo libro inutile (1906) di Sergio Corazzini
I
Perchè tu mi dici: poeta?
Io non sono un poeta.
Io non sono che un piccolo fanciullo che piange.
Vedi: non ho che le lacrime da offrire al Silenzio.
Perchè tu mi dici: poeta?
II
Le mie tristezze sono povere tristezze comuni.
Le mie gioie furono semplici,
semplici così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei.
Io oggi penso a morire.
III
[...]
Vedi che io non sono un poeta:
sono un fanciullo triste che ha voglia di morire.
IV
Oh, non maravigliarti della mia tristezza!
E non domandarmi;
io non saprei dirti che parole, così vane,
Dio mio, così vane,
che mi verrebbe di piangere come se fossi per morire.
[...]
Pascoli è un modello dei crepuscolari col suo FANCIULLINO e la tematica attinta dal QUOTIDIANO.
Tuttavia Il FANCIULLINO PASCOLIANO rappresenta una condizione privilegiata del poeta,in virtù della quale egli riesce a scorgere dietro le PICCOLE COSE DI OGNI GIORNO gli indizi di una realtà misteriosa.
In Corazzini, invece, all'importanza attribuita dalla tradizione alla figura del poeta si sostituisce l'INCAPACITà DEL FANCUILLO a fornire risposte: le sue PAROLE sono VANE.
Il suo QUOTIDIANO coincide con una dimensione che non ha NULLA DI ECCEZIONALE, al punto che il poeta se ne vergogna.