"tuttavia ci rese conto della difficoltà di applicare tali metodi al dominio degli eventi umani: autori come Dilthey, Rickert, Windelband, Simmel e, successivamente, Weber, Scheler e altri rivendicarono l'autonomia e la radicale differenza, tanto a livello di contenuti quanto a livello di metodi, delle scienze dell'uomo rispetto alle scienze della natura."
"Le scienze umane, come è noto, si caratterizzano per l'indagine di quei fenomeni (come la cultura, la consapevolezza, la capacità di agire intenzionalmente) che contraddistinguono l'essere umano rispetto agli altri esseri naturali. Ciò ovviamente non esclude che si possa assumere un punto di vista naturalistico anche per lo studio dell'uomo; tuttavia l'assunzione di tale prospettiva appare, come vedremo, inadatta a render ragione della sfera più tipicamente umana."
"Da ciò trae origine la dicotomia tra spiegazione (tipica delle scienze naturali, basate su leggi generali e perciò dette anche nomotetiche) e comprensione (caratteristica delle scienze umane e sociali, tese a cogliere gli eventi umani nella loro specificità e singolarità e perciò talora denominate idiografiche)"