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APE - Coggle Diagram
APE
WWI e LIVELLI DI ANALISI
MICRO-MESO-MACRO
Come scegliere?
inclinazione metodologica individuale
strategie scientifiche (oggetto di ricerca, disponibilità dati, complessità fenomeno)
natura dell'oggetto di analisi (metodo analitico, teoria olistiche)
Micro
guerra colpa dell'individuo (Guglielmo II e Hotzendorf)
Versailles come giudizio della loro responsabilità + DI come strumento
Critiche/limiti: cerca di spiegare le differenze attraverso le costanti > Waltz: il comportamento individuale dipende dalle circostanze in cui si trova
Meso
Relazione tra politica interna e le scelte in pol.estera
Tocqueville > democrazie non fanno la guerra perché più stabili internamente
Da Kant a Wilson > pace perpetua e pace democratica > se la guerra inizia dipende dallo stato vs Marx-Lenin (guerra a causa del mondo capitalistico e divisioni economiche)
la guerra è scoppiata per imperi instabili internamente
Critiche/limiti: lo stesso del livello micro > Waltz: non è vero che le democrazie evitano le guerre
Macro
la guerra è spiegata dalle circostanze (non gli uomini o gli stati) > vincolo di alleanza e piani di guerra inarrestabili
dilemma del prigioniero > Rousseau e la caccia al cervo
Critiche/limiti: la scelta individuale e collettiva scompaiono > sarebbero in balia degli eventi internazionali ed eventi impersonali
Limiti:
semplificazione e astrazione
inclinazione a ritenere che il livello sistemico determini comportamenti degli stati e non viceversa
dilemma impossibile da risolvere > va evitata la divisione netta tra i livelli
CRISI DI CUBA E IL GROUP-THINK
mette in discussione l'unilateralità la black box dello stato > i gruppi sono gli attori più influenti e sono considerati una necessità in quanto semplificano le realtà + gestione info = filtro = la decisione è un prodotto derivato dalle organizzazioni
Disfunzioni:
pluralismo vs omogeneità > omogeneità crea disfunzione > poco dibattito
distribuzione del potere > peso delle gerarchie + carisma = concentrano il sostegno = si potrebbero prendere decisioni che la maggioranza non è favorevole
ruolo dei partecipanti > ruolo di individui/burocrati/lobbisti
risoluzione problema vs. coesione di gruppo = si cerca di preservare sempre il gruppo =
accordi non sinceri
meno obiettivi
sproporzione eccessiva dell'autostima
abbassare l'avversione al rischio
Modello organizzativo:
stati come conglomerati di org.
i leader non controllano del tutto queste org.
i decisori:
percepiscono i problemi attraverso le org.
ricevono info
ricevono opzioni
affidano le direttive
le org.
limitano il campo di opzioni
resistono al cambiamento
le procedure standard determinano il corso dell'esecuzione delle decisioni
inducono ai leader a comportarsi in modo contrario alla razionalità
Modello burocratico:
i leader non scelgono in quanto immersi in competizione, equilibri e scambi politici
la decisione p frutto di un compromesso
4 proposizioni:
preferenze sono correlate alla sua posizione burocratica (ci sono situazione in cui la posizione del partito prevale)
percezioni sono correlate alla sua posizione burocratica (fortemente influenzate dall'org. di appartenenza)
influenza correlata alla sua posizione burocratica (rappresenta gli interessi org. + rappresenta la posizione ricoperta dell'individuo all'interno dell'org.)
contrattazione = ognuno basa la preferenza in base alla posizione burocratica
Crisi di Cuba
Modello organizzativo: decisione e implementazioni determinate dalle org
modello burocratico: la risposta di Kennedy fu un compromesso fra i partecipanti dell'ExComm e verso i democratici
Ricerca di Allison:
le opzioni invece di 4 erano molto di più e si basavano sulle posizioni dei vari partecipanti > Kennedy eliminò fino ad arrivare a 4 opzioni
compromesso? viste le personalità diverse nell'ExComm, sì fu un compromesso + pressioni politiche per guadagnare la fiducia sulla sicurezza naz.
Critiche: mancanza di evidenze sul posizionamento burocratico + modello impersonale e antidemocratico in quanto saremmo in mano a dei burocrati > sono meglio esplicativi in momenti di routine
YOM KIPPUR E PROCESSI DECISIONALI
mette in discussione la razionalità dello stato > è impossibile essere a conoscenza di tutte le info > la persona quindi agisce anche irrazionalmente
Nozione di razionalità limitata (analisi effetti distorsivi a causa dei limiti dell'uomo)
Effetti distorsivi:
scarsità info
incoerenza della realtà
obiettivi contradditori
incapacità di calcolare probabilità
Risposte mente umana:
privilegia semplicità
privilegia la coerenza
Filtri che usa:
percezioni (dei leader)
information-processing (gestione info, sistema advisor e come sono ascoltati dai leader)
dimensione costruttiva (creatività dei leader, come risponde in base alle info = su cui poi costruisce un'immagine)
3 fasi analisi cognitiva:
raccolta info
sensi e percezioni = filtri > i nostri sensi percepiscono di più di ciò che la mente registra
meccanismi di semplificazione > tanto più è complessa tanto più sono forti i filtri)
interpretazione e organizzazione delle informazioni esterne > la mente cerca di ordinare le info con meccanismi semplicistici
Credenze (convinzioni) > influenzano tanto le decisioni in pol.est
Valori (integrano le info cercando di elevarle)
Stereotipi n(opinioni pre-costituite)
attitudini (pattern di comportamento) > permettono di dare coerenza
inferenze > stabiliamo scenari e modelli causa-effetto
euristiche: riducono complessi sforzi, cercando di fare operazioni mentali che già conosciamo, giudichiamo so ciò che sappiamo/abbiamo e facciamo simulazioni
schemi: creiamo modelli coerenti e semplici
in base a questo processo si creano le distorsioni
il caso Yom Kippur, perché nonostante le info disponibili ritenne la guerra improbabile?
le info non mancavano (cadono le spiegazioni razionali) > segnali intelligence + avvertimento Re Giordania
filtri e credenze israeliane sugli arabi:
distruzione di Israele ma non sono in grado
gli arabi hanno la medesima concezione di guerra
l'infallibilità dell'intelligence (per ragioni di sicurezza)
Stereotipi israeliani: Sadat leader debole e inaffidabile
inferenze israeliane:
Euristiche: in guerra si sarebbero comportati come nel '48 e '67) + non si aspettavano la guerra
lo schema: Egitto attaccherà solo quando ridurrà il divario , la Siria attaccherà quando l'Egitto sarà pronto + affidabilità intelligence + esercito forte
Critiche realiste/razionaliste: la scelta della mobilitazione era dovuta a evitare l'attacco aereo (non volevano inimicarsi gli Usa)
ITALIA E SOCIAL IDENTITY THEORY
Fattori materiali:
determinanti geografiche
politiche sociali
economiche
Fattori immateriali:
cultura politica
Italia e costante ricerca di status/prestigio > ragioni:
processo di indipendenza (senza vittorie > posizione di debolezza)
ruolo dell'Italia in posizione di debolezza > si sfruttano le divisioni delle grandi potenze
più ambiguità geopolitica = potenza marittima o continentale? = dilemma su strategia da adottare
compensare = grande diplomazia > essere sempre coinvolta nei grandi consessi ai vertici int. > diventa una ossessione il mantenimento dello status vista la mancanza di risorse e capacità
sindrome del presenzialismo:
presenzialismo come preservare lo status
simbolo per rimarcare lo status
debolezza militare ma sempre presente alle missioni int. (soprattutto dopo la GF) (invece le altre potenze decidono come e quando)
si partecipa solo in missioni multilaterali > segno per cui si vuole essere con altre grandi potenze > si cerca riconoscimento int
impegno quantitativo e responsabilità > come lead nation in aree operative > non commisurate in base alle capacità e alla disponibilità
riforma delle difesa e interoperabilità: in ragione del presenzialismo int.
Caso Italiano:
partecipazione alle missioni multilaterali = social mobility
gerarchia del prestigio e valori condivisi
emulazione/imitazione
Missioni int.
cambiamento post-bipolare > guerre civili
cultura strategica > strategia multilaterale
interesse naz (interessi commerciale o vicinanza)
status
interesse naz e status si scontrano:
il contributo italiano alle missioni non ha una correlazione con l'interesse naz
il contributo italiano tende a crescere in linea con le altre grandi potenze > si cerca riconoscimento
scollamento tra status e ruolo.
WWI
Fascismo
WWII
GF e paura del declassamento
Quando le questioni di status diventano rilevanti?
differenze di status significative
scollamento fra risorse e gerarchia del prestigio
ciò fa sì che l'identità percepita non è considerata favorevole
Strategie adottate:
social mobility: emulazione valori e delle pratiche del gruppo dominante
social competition: strategie che permettono di eguagliare o sorpassare
social creativity: mirano guadagnare significato positivo a un attributo del gruppo
Da cosa dipende la scelta:
grado di apertura della gerarchia del prestigio > social mobility
tipi di valori predominanti > social competition
gerarchia permeabile e valori parzialmente contestati > social creativity
HITLER E
INDIVIDUAL-DECISION MAKING
Capire se il leader ha il baricentro delle decisioni:
tipo di regime
interesse per la politica estera e competenze
le situazioni di crisi
lo stile di leadership (carattere del leader)
Difficoltà metodologiche: alone di sicurezza > il ricercatore deve affidarsi a interviste e propaganda
Metodi:
content analysis: analisi discorsi, interviste, scelte lessicali > tracciare la personalità per capire se la sua visione non abbia influenzato la decisione in pol.estera
caratteri e biografia (metodo accidentato e sfumato): gli stili di politica estera o la psico-biografia
Caso Hitler (Langer):
Hitler inconcludente vs. Hitler volitivo
conflitto amplificato dalla condizione nevrotica
da ciò esce:
transfer emotivo: mamma > Germania
identificazione Germania sulla via della purificazione
esternalizzazione dei demoni interiori: ebrei come rappresentazione dell'Hitler abbietto e corrotto > motivo dell'antisemitismo radicale ed emotivo
Spiegazione pol.estera Hitler:
processo auto-curativo: alzava sempre la posta per via delle scontro tra le due personalità > scontro che non potrà mai risolversi e che conduce al suicidio (psicologi)
la Germania non potrà mai essere soddisfatta in quanto il suo leader non + mai soddisfatto = processo degenerativo destinato a crollare
una personalità così ha potuto resistere così a lungo grazie a questi successi fino al punto di non ritorno
ISRAEL LOBBY E GRUPPI DI PRESSIONI
lobby hanno rapporti stretti con i governi esercitano pressione politica ma è raro che influenzano la politica estera
esercizio influenza:
influenza politica diretta
orientamento del dibattito pubblico negli interessi delle lobby
vengono considerate su:
ampiezza
fenomeno duraturo
influenza quantificabile empirica
mondo anglosassone visti molto positivi = stato di salute della democrazie (in quanto traduzione della partecipazione della popolazione alla vita politica)
Israel lobby esempio emblematico di influenza politica estera
rappresentano variabili intervenienti (si inseriscono tra causa-effetto) con effetti indiretti ma solo in casi eccezionali
Gruppo di interesse vs. gruppo di pressione vs lobby
Le lobby difficilmente agiscono in politica estera per disincentivi:
carenza di info e percezione lontana della pol.estera
percezione degli effetti lontani della pol.estera
pol.estera come ambito dell'élite
segretezza e sicurezza naz
mutevolezza scenario int.
Caratteristiche che le rendono influenti:
società aperte e cultura politica (es:Usa)
focus su un'unica questione
grado di attivismo
capitale umano + risorse economiche + risorse simboliche
debolezza dei gruppi di pressioni opposti
Israel lobby, perchè?
società aperta e poco ideologizzata
one issue lobby
molto attiva
forte capitale umano
risorse economiche ingenti di privati
risorse simboliche
debolezza avversari
influenza sul processo politico
influenza sul dibattito pubblico
Spiegazione di Mearsheimer e Walt:
spiegazioni strategiche: si identificano con gli interessi Usa in M.O. ma dopo la fine del bipolarismo è inspiegabile il continuo sostegno (unico tentativo: Clinton > negoziati di pace)
spiegazioni morali: potenza del ricordo e del senso di colpa dell'olocausto
il ruolo della lobby per i due rimane l'unica spiegazione possibile in quanto spiega il continuo sostegno nonostante gli interessi divergenti
SIGONELLA E IL GIOCO A DUE LIVELLI
Putnam > il gioco a due livelli = l'integrazione dei livelli di analisi (almeno due dei tre)
i due livelli presi in considerazione contano in misura diversa in base al contesto > costruzione di un modello di interazione
i leader giocano su due partite:
negoziazione int.
gioco politico interno
Winset: "l’insieme dei risultati politicamente accettabili dai decisori di un paese, tenuto conto delle loro preferenze politiche e dei vincoli interni ed internazionali a cui sono sottoposti"
l'ampiezza dipende dalla probabilità di successo e dipende da:
interesse naz
fattori che la determinano
strategie politiche per manipolare l'ampiezza
Caso Italiano > quali fattori determinarono il win-set?:
grado di consenso interno sulle scelte in politica estera (position issue vs. valence issue)
grado di autonomia dello stato rispetto alla società civile (stato forte vs debole > stato forte maggiore winset
grado di tensione int. (no tensione int maggiore winset)
grado di esercizio dell'egemonia americana (se minore = maggiore winset)
pol.estera ita 2 periodi.
primi anni GF = winset ristretto
'79-'91 = win-set ampio
ecco spiegata l'autonomia italiana di quei anni:
punto più alto dell'autonomia
iniziativa di pace ita in Palestina
prima caso in ita che produce una crisi di pol-estera
interazione tra fattori interni-int
Gestione della crisi:
fattori che restringono il winset:
due anime del governo
il sequestro provoca discredito nella politica filo-palestinese ita
rapporto usa-ita > destra DC e PLI non concedono autonomia a Craxi
La crisi di sigonella > prova di forza (assecondare l'Egitto o gli Usa?)
Forzatura che allarga il winset: scommessa di Craxi > libera Abu Abbas allargando i vincoli interni (Spadolini isolato > maggiore autonomia Craxi)
GUERRA IN VIETNAM E MEDIA
opinione pubblica e mass-media = tema divisivo > ragioni:
territorio in cui le evidenze empiriche sono contrastanti: mutevolezza verso l'atteggiamento alla pol.estera e disinformazione
difficoltà metodologica: quanto nella mente del leader conta l'opinione pubblica
paradosso: quanto più i leader controllano l'opinione pubblica attraverso i media tanto più l'opinione pubblica conta? (es: Putin)
Prospettiva pluralista:
stato come arena > le autorità fissano le coordinate entro le quali gli interessi dei gruppi sociali si articolano
stato non autonomo dai processi sociali > le decisioni politiche non rispecchiano le preferenze dei funzionari pubblici
Stato debole:
istituzioni decentralizzate
attori sociali attivi
collegamento società-stato bottom up
Limiti: bisogna avere buoni rapporti con il potere > dilemma del giornalismo freelance
le info giornalistiche possono essere neutrali? ma agenda-setting, priming e framing veicolano una visione
Prospettiva elitista:
stato svolge un ruolo di indirizzo politico
stato attore autonomo in grado di controllare la vita pubblica
Stato forte:
istituzioni centralizzate
attori sociali deboli
collegamento società-stato top down
Visione ottimista (liberale)
progresso tecnologico e sociale > ha sottoposto i governi a nuovi giudizi
diffusione delle info e controllo dei governi
Visione disincantata (realisti)
scetticismo sul ruolo dell'opinione pubblica (in pol-estera)
mediazione politica e diplomazia segreta
scetticismo sul ruolo dei nuovi strumenti tecnologici
Caso Vietnam:
Muller: Corea vs Vietnam esempi con e senza media > i media ha influenzato la decisione
Hallin: esagerazione > la popolazione manteneva una visione positiva dei soldati