A Zacinto si compone soltanto di due soli periodi (il primo, lunghissimo, occupa le prime due quartine e la prima terzina, e il secondo, confinato come sentenza finale, occupa l’ultima terzina). Questa caratteristica è piuttosto inusuale per un sonetto, in cui solitamente il periodo sintattico e il periodo metrico coincidono. Perché la prima lunga frase possa snodarsi su undici versi, Foscolo dilata il ritmo e la struttura del componimento tramite numerosi enjambement ("sponde / ove" vv. 1-2, "corpo fanciulletto / giacque" vv. 2-3, "specchi / nell’onde" vv. 3-4, "vergine nacque / Venere" vv. 4-5...) e una catena di subordinate(introdotte da "ove", "che", "da cui", "onde"...).