Platone collega l’anima al mondo soprasensibile e alla virtù, opponendosi alla visione materialistica di Callicle. Per lui, il fine ultimo dell’esistenza è la cura dell’anima, poiché solo essa permette di accedere alla conoscenza del Bene.
L’anima è una sostanza semplice e incorporea, distinta dal corpo e destinata a purificarsi attraverso la conoscenza. È immortale e legata alla reminiscenza, concetto che implica la reincarnazione e la conoscenza delle idee prima della nascita. Inoltre, l’anima è strutturalmente connessa alla vita, come spiegato nel Cratilo, dove Platone collega il concetto di "psiché" al principio stesso della vita. Nel Fedone, sottolinea che alla morte l’anima immortale si separa dal corpo e prosegue il suo cammino verso il mondo delle idee.