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Il Giappone nella Seconda Guerra Mondiale - Coggle Diagram
Il
Giappone
nella Seconda Guerra Mondiale
Contesto storico
Negli anni ’30 il Giappone avvia una politica espansionistica in Asia per ottenere risorse e territori.
Nel 1931 invade la Manciuria, fondando lo stato fantoccio del Manciukuò.
Nel 1937 inizia la guerra con la Cina, segnando l’inizio della Seconda Guerra Mondiale in Asia.
Alleanze
L’alleanza ha motivazioni strategiche: opporsi agli USA, all’URSS e al Regno Unito.
Il Giappone firma il Patto Tripartito con Germania e Italia nel 1940, entrando a far parte delle Potenze dell’Asse.
Conflitti principali
Il 7 dicembre 1941 il Giappone attacca la base americana di Pearl Harbor, provocando l’ingresso degli Stati Uniti in guerra.
Si apre il fronte del Pacifico, con dure battaglie contro gli USA:
Midway (1942): punto di svolta a favore degli americani.
Iwo Jima e Okinawa (1945): battaglie sanguinose con pesanti perdite da entrambe le parti.
Gli USA adottano la strategia del "salto delle isole" per avvicinarsi gradualmente al Giappone.
Crimini di guerra
. Durante il conflitto, l’esercito giapponese si rende responsabile di numerosi crimini:
Il massacro di Nanchino (1937): migliaia di civili cinesi uccisi e stupri di massa.
Esperimenti disumani su prigionieri cinesi e coreani (Unità 731).
Fine della Guerra
Dopo lunghi combattimenti, gli Stati Uniti sganciano due bombe atomiche: Hiroshima (6 agosto 1945) e Nagasaki (9 agosto 1945)
Il 2 settembre 1945, il Giappone firma la resa incondizionata a bordo della USS Missouri.
Conseguenze
Crollo dell’impero giapponese e inizio dell’occupazione americana.
Viene introdotta una nuova costituzione nel 1947, con l’articolo 9 che rinuncia alla guerra come strumento politico.
Inizia il percorso di ricostruzione economica e industriale, che porterà il Giappone a diventare una potenza economica mondiale.