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Kierkegaard 6: DISPERAZIONE E FEDE - Coggle Diagram
Kierkegaard 6: DISPERAZIONE E FEDE
Angoscia e disperazione: un confronto
angoscia: è la condizione in cui il possibile pone l’uomo rispetto al mondo
sorge dalla possibilità di fatti, circostanze, legami che rapportano l’uomo al mondo
disperazione: è la condizione in cui il possibile pone l’uomo rispetto alla sua interiorità
è inerente alla personalità stessa dell’uomo, al rapporto in cui l’io si pone con se stesso e alla possibilità di questo rapporto
La disperazione come elemento costitutivo del rapporto dell’io con se stesso: la disperazione è strettamente legata alla natura dell’io
così come può volere, l’io può anche non volere essere se stesso.
La disperazione è la caratteristica di entrambe queste alternative, chiamata: la malattia mortale perché consiste nel vivere la morte dell’io
è il tentativo impossibile di negare la possibilità dell’io
Tra necessità e libertà: la disperazione nasce o da una mancanza di necessità, o da una mancanza di libertà
1°caso: l’io fugge verso possibilità che si moltiplicano indefinitamente e, dunque, non si concretizzano mai
a disperazione è quella che oggi chiamiamo “evasione”, cioè il rifugio in possibilità fantastiche: nella possibilità tutto è possibile e ci si può smarrire
2°caso: La possibilità è l’unico rimedio, solo il credente possiede l'antidoto sicuro contro la disperazione
In quanto opposta alla fede, la disperazione è il peccato: perciò l’opposto del peccato è per l’appunto la fede, non la virtù
La fede come antidoto contro la disperazione: è a via per eliminare la disperazione
l’uomo non si illude di essere autosufficiente, ma riconosce la propria dipendenza da Dio.
“scandalo” del cristianesimo: la realtà dell’uomo è quella di un individuo isolato di fronte a Dio, e che ogni individuo come tale, sia un potente della terra o uno schiavo, esista dinanzi a Dio.
Un aiuto che non aiuta: la fede non si configura come un cammino prestabilito, non solleva l’uomo dall’onere della scelta
capovolgimento paradossale dell'esistenza:
Di fronte all’instabilità radicale dell’esistenza costituita dal possibile, la fede si appella alla stabilità del principio di ogni possibilità, ovvero a Dio, cui tutto è possibile.
I paradossi della fede: la fede è scandalo che porta l'uomo al di là della ragione, tutte le categorie della religione sono IMPENSABILI:
trascendenza di Dio: implica distanza infinita tra uomo e divinità
il peccato nella sua natura concreta
l’idea di un Dio che si fa carne e muore per l’uomo