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Kierkegaard 5: la vita religiosa - Coggle Diagram
Kierkegaard 5: la vita religiosa
Abramo: il superamento della morale nella fede
distanza netta tra vita etica ed estetica espressa nella sua opera "Timore e tremore": raffigura la vita religiosa attraverso Abramo
Abramo riceve da Dio l’ordine di uccidere il figlio Isacco, infrangendo così la legge per la quale è vissuto
Abramo riceve un comando divino, non è dettato da una scelta morale
l’affermazione del principio religioso sospende interamente l’azione del principio morale.
solitudine della fede: l’uomo di fede sceglie di seguire i comandi divini anche a costo di infrangere le norme morali e giungere a una rottura totale con tutti gli altri uomini
fede come rapporto privato tra uomo e Dio, assoluto con l'assoluto: è il dominio della solitudine, luogo in cui non si entra in compagnia
la fede come certezza angosciosa: da tutto questo deriva il carattere incerto e rischioso della vita religiosa
L’angoscia dell’incertezza è la sola assicurazione possibile; fede come certezza angosciosa, che si rende certa di sé e di un rapporto nascosto con Dio
La fede come paradosso, scandalo e contraddizione: l’uomo è posto di fronte a un bivio: credere o non credere
contraddizione inesplicabile: se da un lato è l'uomo a dover scegliere, dall'altro ogni sua iniziativa è esclusa perché Dio è tutto e da lui deriva la fede
Il cristianesimo e il significato dell’esistenza: la religione cristiana riveli la sostanza della vita dell’uomo
polemica contro il pacifico e accomodante cristianesimo della Chiesa danese: difende il significato dell’esistenza che aveva riconosciuto e fatto proprio
significato che trova la propria “incarnazione” storica nella religione cristiana, non è limitato al dominio religioso
l'angoscia: natura problematica dell'essenza umana
analizza la situazione di radicale incertezza, instabilità e dubbio in cui l'uomo si trova a causa della sua stessa natura problematica
angoscia come condizione generata dall'uomo dal possibile che lo costituisce: è connessa con il peccato
l’angoscia non si riferisce a nulla di preciso: è il puro sentimento della possibilità, è libertà FINITA, cioè limitata
l'angoscia si radica nel futuro: il possibile corrisponde completamente all'avvenire, il passato genera angoscia solo nel caso in cui si presenta la possibilità di ripetersi in futuro
una colpa passata genera angoscia solo se non è veramente passata, cioè solo se è possibile ricadervi, diversamente genererebbe pentimento
angoscia come categoria umana necessaria: è la più gravosa e al tempo stesso più necessaria
umanità=angoscia: lo collega al principio di infinità per cui ogni possibilità favorevole è spesso annientata dall’infinito numero delle possibilità sfavorevoli
È l’infinità delle possibilità a rendere l’angoscia insuperabile