Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
DISPENSA ESAME DECORAZIONE - Coggle Diagram
DISPENSA ESAME DECORAZIONE
APOLOGIA DELLA STORIA: UNO SGUARDO D'INSIEME (introduzione)
rivoluzione inaugurata da Bloch nel 1929, distanze da positivismo, marxismo, idealismo.
STORIA come MULTIFORME
i documenti in sè non valgono, resta importante lo scopo.
da un lato storia fine a se stessa, primo tassello la CONOSCENZA, dall'altro la materia ha come obiettivo LA VITA.
la storia dovrebbe essere la conoscenza più gratificante.
CAPITOLO I: LA STORIA, GLI UOMINI, IL TEMPO
STORIA: insieme di discipline
restringimento del campo di indagine, la storia è la scienza del passato e degli uomini, è lo STUDIO DEGLI UOMINI NEL TEMPO.
OSSESSIONE PER LE ORIGINI
il concetto di "origine" è delicato, significato iniziale è INIZIO connesso a quello di CAUSA.
TEMPORALITA' e CASUALITA' finiscono con il confondersi.
l'uomo ha avvertito il bisogno di dare un senso alla propria vita: motivo della ridondanza di miti e credenze
LA STORIA E' SCIENZA O ARTE?
non si tratta di suddivisione, la scienza ha una componente artistica.
la storia ha come oggetto il passato, quindi la componente artistica è importante.
CAPITOLO II: L'OSSERVAZIONE STORICA (esistono molteplici dimensioni della storia)
complessità della materia intensificata dal rapporto documento/storico: non si vede il passato ma i suoi resti su cui appunto si indaga.
storia multiforme > testimonianza storiche infinite
tema del trascorrere del tempo: provoca molteplici e vari mutamenti
CAPITOLO III: LA CRITICA
importanza del contesto
contano le parole, critica vitale purchè sia moderata.
la parola "critica" dal 1700 riferita "GIUDIZIO DI VERITA'" (prima riguardava l'estetica)
CAPITOLO IV: L'ANALISI STORICA-SPEIGARE O GIUDICARE IL PASSATO?
problema dell'IMPARZIALITA'. che cos'è? / è sempre "pura"?
problema delle fonti, esse non dicono mai tutto, ma solo una parte: IL PUNTO DI VISTA
l'imparzialità non è mai perfetta: nella storia è sempre ricorrente riferirsi al proprio punto di vista a partire dalla propria epoca
esempio giudice e storico: hanno in comune L'ONESTA'. lo storico registra l'esperienza che forse capovolgerà le sue teorie; il giudice interroga i testimoni per conoscere i fatti che avvennero.
il problema si presenta quando le loro strade si allontanano: quando lo studioso ha osservato e spiegato il suo compito è concluso. al giudica tocca ancora emettere la sentenza. essendo che il giudice pronuncia seconda le legge, egli si reputerà imparziale dal punto di vista dei giudici, ma non da quello degli studiosi. non si può condannare o assolvere senza schierarsi per dei valori.
RAPPORTO DELLA NON IMMEDIATEZZA tra studioso e fonte. per fare una scienza occorreranno 2 cose: una REALTA' e un UOMO.
CATEGORIE STORICHE FONDAMENTALI: UOMO, TEMPO, FONTI > fonti servono a mediare (da sole sono inutili). ai documenti vanno aggiunte la comunicazione e la linguistica (mentalità collettiva e il rapporto con le altre discipline)
APPROFONDIMENTO RIGUARDO AL CONTESTO SOCIALE ALLE ORIGINI DELL'EPOCA CONTEMPORANEA E DELLA CULTURA INDUSTRIALE (nasce l'idea della progettazione e la separazione fra arti e belle arti)
INTRODUZIONE: FANTASMAGORIE DI RITORNO
IPOTESI: società informazione, dispositivo assume centralità
TESI: sistema economico > ci fa comprendere le ragioni di questa nuova stagione di successi dello spettacolo espositivo
OBIETTIVO: comprendere i motivi che stanno dietro la rinnovata centralità che sono le ESPOSIZIONI UNIVERSALI ( panorama sociale, economico, urbanistico: LA SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE)
QUAL E' IL RUOLO DELLE ESPOSIZIONI UNIVERSALI IN UNA SOCIETA' CHE HA FATTP DELL'INFORMAZIONALISMO IL SUO MODO DI SVILUPPO?
LAVORO ORGANIZZATO I 3 PARTI
1 STRUTTURA: tema del rapporto tra le grandi esposizioni universali, la loro frequenza e il loro successo. emergono 3 spazi temporali: L'IMPERFETTO MONOPOLIO, IL PERFETTO DUOPOLIO, IL TRIUMVIRATO GLOBALE
2 SOVRASTRUTTURA: ricostruire la storia delle esposizioni universali, inserendo la variabile dei media. 4 EPOCHE MEDIALI: PRE-CINEMATOGRAFICA, CINEMATOGRAFICA, TELEVISIVA,RETE.
3 RETE: dimensione urbana costruirà la scena della ricerca
1 STRUTTURA. QUALE CAPITALE PER LE GRANDI ESPOSIZIONI UNIVERSALI?
lo storico Lewis Mumford segna alcuni momento per inquadrare storicamente il successo delle grandi esposizioni universali
1800: prima rivoluzione industriale, meccanismo di crescita della popolazione urbana. superate le incertezze del 1848 inizia il grande boom (rivoluzionare il sistema produttivo europeo) nacquero così le grandi esposizioni universali
1850: Londra e Parigi diventano metropoli, a Parigi le esposizioni diventano grandi
1900: Chicago, New York e Filadelfia > sedi di almeno un expo
1851-1900: IL MONOPOLIO PERFETTO
tutta la comunicazione del periodo gravitava intorno Londra e Parigi. scambio di innovazione tecnologica e culturale: FRANCIA > promuove la rete telegrafica meccanica, la macchina per la lavorazione moderna della carta e la fotografia. INGHILTERRA > torchio da stampa a mano, vapore alla stampa, francobollo adesivo, macchina analitica
BRUNO MUNARI: TEORIA E PRATICA DELLA CREATIVITA' (approccio fondato su una tridimensionalità cognitiva, che si traduce nella rielaborazione di un'idea in molteplici forme)
MUNARI E LA CRATIVITA' IN IMMAGINI E PAROLE
uno dei massimi artisti e designer europei del XX secolo, icona del disegno industriale italiano
spiegare a parole il proprio lavoro coinvolgendo il pubblico nell'atto creativo > strategia impiegata dall'artista per rendere la società più consapevole dei propri emblemi estetici della modernità.
secondo Munari la creatività è una capacità produttiva e concreta, da coltivare e accrescere, che collega fantasia e ragione.
MA CHI E' BRUNO MUNARI?
un'artista molteplice, pluridimensionale, con una personalità tra arte, design, grafica, invenzione, pensiero, scrittura critica, pedagogia, cinema, fotografia: un artista totale
futurismo: ispirò la sua prima fase del percorso
a partire dagli anni '50, capisce che l'arte "pura" non è utile alla società nella misura in cui lo era stata fino a quel momento e pone l'attenzione su una gamma di settori che includono l'architettura, il cinema, l'editoria e soprattutto il design.
FANTASIA E CREATIVITA'
"l'artista lavora con la fantasia, il designer usa la creatività" amava ripetere Munari.
la fase immaginativa di una sperimentazione è affidata al pubblico, permettendo così all'arte di diventare un dispositivo di esperienze basato sull'interazione.
propone una serie di esercizi pratici per stimolare l'elasticità mentale e la capacità immaginaria di bambini e adulti.
le immagini spesso sono accostate dal testo, per enfatizzare la semplicità e la varietà alle argomentazioni.
la creatività non significa improvvisare senza metodo: in questo modo si fa confusione e si illudono i giovani a sentirsi artisti liberi e indipendenti.
(D)ALLA TEORIA (D)ALLA PRATICA
METODO CREATIVO: basato su una serie di regole, che definiscono le varie modalità di intervento trasformativo sull'esistente o sull'immaginato.
il modo più diretto per allenare la creatività è quello di studiare e modificare le caratteristiche di un oggetto intervenendo su una variabile alla volta, attraverso: CAPOVOLGIMENTO, RIPETIZIONE, AFFINITA' VISIVE, CAMBIO DI LUOGO.
ARTE PROGRAMMATA: tipo di progettazione in cui sono ammesse infinite variazioni su un unico tema
CAPOVOLGIMENTO: esempio > "MACCHINE INUTILI" / "LIBRI ILLEGIBILI"
RIPETIZIONE: "TUTTOTONDO" E "TUTTOQUADRATO". se moltiplichiamo un oggetto per un numero di volte, otterremo di enfatizzare una forma, un colore o una funzione particolare. "LIBRO ALFABETIERE"
3.AFFINITA' VISIVE: ogni cosa può essere vista anche in altri modi. (pennello-pennellessa) / "FORCHETTE PARLANTI"
CAMBIO DI LUOGO: "OGGETTI TROVATI" (serie di oggetti ready-made organici come sassi, conchiglie e sabbia) / ILLUSTRAZIONE
LA COMUNICAZIONE COME PROCESSO SOCIALE: DAI MASS AI SOCIAL MEDIA
INTRODUZIONE: processi di comunicazione sono fondamentali per la comprensione della dinamiche di trasformazione che caratterizzano la società (contemporanea), definita come società dell'informazione, della conoscenza, dello spettacolo, dei media.
CIRCOSCRIVERE IL CAMPO: SEGNI E LINGUAGGIO
le parole non sono mai neutre, possono avere delle conseguenze in certi contesti.
le parole sono segni di tipo simbolico
esistono 4 tipi di segno:
1 SIMBOLO: rinvia al suo significato
2 ICONA: simile a ciò che rappresenta
3 INDICE: segni che rimandano a fenomeni a cui non somigliano, ma appaiono collegati (un filo di fumo può essere indice dell'esistenza di un fuoco)
4 SINTOMO: segni che rimandano a fenomeni a cui non somigliano, ma appaiono collegati ( uno sbadiglio può essere sintomo delle fame)
sintomi e indici significano qualcosa in quanto rimandano alla causa della propria presenza
DENTRO IL TERMINE DI COMUNICAZIONE: ETIMOLOGIA E DEFINIZIONI
la comunicazione è un atto in cui tutti i partecipanti condividono una stessa comune condivisione e hanno obblighi e doni, oneri ed onori.
storia e origine della parola COMUNICAZIONE: trasmettere informazioni da un mittente ad un destinatario > "TEORIA MATEMATICA DELLA COMUNICAZIONE" di Shannon e Weaver.
comunicazione: processo complesso. non è solo quella che passa attraverso un linguaggio verbale ma anche quella attraverso i gesti, mimica facciale, postura del corpo.
lo spazio stesso viene usato per comunicare. il livello verbale e non verbale si rafforzano a vicenda ma allo stesso tempo possono contraddirsi.
LA CENTRALITA' DELLA COMUNICAZIONE NON VERBALE E' IMPORTANTE IN QUANTO: non può essere evitata, di solito precede quella verbale, è ritenuta affidabile, può essere fonte di incomprensioni, specialmente quando le persone provengono da contesti culturali differenti.
TRASMISSIONE, TRASFORMAZIONE, DIALOGO: MODELLI DELLA COMUNICAZIONE
comunicazione come processo trasmissivo unidirezionale che procede da una fonte emittente ad una fonte ricevente, da un mittente ad un destinatario. il messaggio viene codificato e decodificato in maniera automatica.
il mittente invia un messaggio al destinatario
per essere operante il messaggio richiede in primo luogo il riferimento a un contesto che possa essere afferrato al destinatario
esige un codice comune al committente e al destinatario
contatto, canale fisico e una connessione fra il mittente e il destinatario, che consente loro di stabilire e di mantenere la comunicazione
AL MITTENTE E' ASSOCIATA LA FUNZIONE ESPRESSIVA che si riferisce alla capacità/possibilità di prendere una posizione e di esprimere sentimenti ed emozioni, che vanno oltre all'informazione.
AL DESTINATARIO COMPETE LA FUNZIONE CONATIVA: indica il carattere persuasivo e la direzione della comunicazione, quella per cui il destinatario viene influenzato/invitato dal mittente a compiere certe azioni.
la funzione del canale è detta "fàtica": funzione di conferma della comunicazione che si verifica, ad esempio quando si dice "prova" al microfono o "pronto" al telefono
FUNZIONE METACOMUNICATIVA: una comunicazione sulla comunicazione.
FUNZIONE REFERENZIALE: è quella svolta dal contesto, di riferimento esterno alla comunicazione
l'interazione presuppone uno scambio dei ruoli di emittente e ricevente, una serie di feed-back tra gli interlecutori.
dialogo significa "LEGARE INSIEME": presuppone l'incontro di alterità, e uno sforzo di relazione per l'ascolto e il riconoscimento dell'altro come interlocutore. senza questo riconoscimento non c'è dialogo, ma solo monologhi.
comunicazione: processo di negoziazione in cui i partecipanti hanno un potere diverso di codificare e decodificare messaggi, così come diverse competenze, capacità e possibilità di accedere ed utilizzare le risorse necessarie per comunicare.queste risorse sono: la padronanza dei codici linguistici
LA COMUNICAZIONE MEDIATICA
studioso dei media John Thompson, la comunicazione è un genere particolare di attività sociale che comporta la produzione, la trasmissione e la ricezione di forme simboliche e presuppone l'utilizzo di risorse di vario tipo.
un ruolo particolare è svolto dai MEDIA: mezzi tecnici che supportano materialmente le forme simboliche, consentendo di fissarle con diversi gradi di resistenza nel tempo; di immaginarle, conservarle e modificarle.
COMUNICAZIONE DI MASSA: insieme di prodotti e di istituzioni, libri, film, programmi televisivi e radiofonici, stampa, cinema, radio, tv), evoca l'immagine di un gruppo passivo e facilmente manipolabile.
TRA VECCHIO E NUOVO: DAI MASS AI SOCIAL MEDIA
media: costituiscono una dimensione rilevante della comunicazione pubblica.
MASS MEDIA VS SOCIAL MEDIA: dove "massa" e "sociale" costituiscono il principale punto focale
MODERNITA': stampa, cinema, radio, televisione segnano e contraddistinguono quell'insieme di processi storico-sociali, culturali, economici e politici
INNOVAZIONI SOCIO-TECNICHE: quelle innovazioni che coinvolgono sia aspetti sociali sia tecnologici, in particolare nel campo della comunicazione.
ogni volta che una nuova tecnologia cambia il modo di comunicare si generano reazione come: PAURE E TIMORI. ciò può portare ad un distacco tra le persone, e a una perdita di autenticità nelle relazioni di persona. un esempio è la paura che i social media sostituiscano le interazioni faccia a faccia, rendendole meno profonde e significative.
SPERANZE E PROMESSE: altre persone vedono in queste innovazioni un'opportunità di progresso, più accesso e partecipazione alle informazioni e decisioni.
AMBITI DI COMUNICAZIONE: LO SCHEMA DI LASSWELL
emittente e destinatario non sono di norma forme astratte, ma soggetti concreti, con COMPETENZE COMUNICATIVE e CONOSCENZE PREGRESSE
LA COMPETENZA COMUNICATIVA: corrisponde alla capacità di una persona di una data società di utilizzare in modo appropriato ed efficace l'insieme di strumenti comunicativi e metacomunicativi di cui dispone. non è solo saper parlare una lingua, è saper articolare secondo le varie situazioni, essendo in grado di interpretare e rispondere in modo adeguato.
LE CONOSCENZE PREGRESSE: la mia capacità e volontà di interpretare le conoscenze degli altri, dipendono da ciò che ho vissuto e dai processi comunicativi in cui sono stato immerso in tutta la vita, e quindi da ciò che ho imparato.
SCHEMA UTILIZZATO DA LASSWELL negli anni '40 detto delle "5W": per analizzare un processo comunicativo occorre chiedersi "chi" (who), comunica "cosa" (what), a "chi" (whom), usando "quale" canale (where) e con "quali effetti" (what effects).
CULTURA VISUALE: area di ricerca interdisciplinare sviluppatasi sulla scia degli studi culturali inglesi, al cui centro vi è l'indagine della visual culture.