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Origini e classificazioni dei caratteri - Coggle Diagram
Origini e classificazioni dei caratteri
1.1 Le origini dei caratteri cinesi
sistema di scrittura, fondato sugli hanzi.
L’invenzione degli hanzi è mitologicamente attribuita a CangJie, ministro dell’Imperatore Giallo (Huangdi) che regnò al 2697 al 2599 a.C., tuttavia la maggior parte degli studiosi ritiene che non possa risalire a prima del XIV-XII a.C
1.2 L’invenzione di una lingua grafica
wenyan (grafia + parola), lingua grafica.
Questa è una lingua artificiale ricavata dalla lingua parlata, di cui comporta una profonda ristrutturazione.
Quello cinese sarebbe stato costruito per rappresentare direttamente il referente extralinguistico, e il rapporto della grafia con la sua pronuncia sarebbe pertanto l’inverso del rapporto tra il semplice segno e la sua realizzazione fonica: da qui, lingua grafica.
Una lingua grafica ha spesso origine divinatoria, infatti anche gli hanzi erano delle annotazioni dello sciamano ottenute dalle screpolature nei carapaci di tartaruga, e quindi non erano trascrizioni della lingua parlata
L’attenzione a una precisione estrema nella designazione dei dati avviene con la rettifica dei nomi confuciana (zhengming), che spinse alla ricostruzione di tutto il lessico con i mezzi propri del grafismo
Il carattere wen è “segno scritto”, ma anche “modello/forma/ornamento”, e componente di parole importanti come wenhua (cultura), wenming (civiltà), wenxue (letteratura). E proprio per questo “magico potere” ogni carattere costituisce un’entità portatrice di senso, percepita come “una cosa tra le cose”
1.3 L’evoluzione stilistica dei caratteri
I primi esempi erano le “ossa oracolari” (jiaguwen, tartaruga + osso + grafia), che venivano poste sul fuoco per far sì che l’aruspice leggesse il futuro tra le screpolature. I caratteri scritti sulle ossa oracolari sono incisi e hanno tratti squadrati, corpo sottile ed estremità appuntite.
2.
Il jinwen
(metallo + grafia) è lo stile dei caratteri che appaiono su oggetti rituali fatti in bronzo e si differenziano da quelli precedenti in quanto più pieni, morbidi e flessuosi. Si vedono principalmente in epoca Zhou, anche se sono presenti anche sotto gli Shang.
Lo stile che si afferma dal
periodo degli stati combattenti
è quello del grande sigillo (
dazhuan)
, ovvero incisioni su pietra in grafiche particolari. Nello stesso periodo inizia a diffondersi anche il pennello e l’inchiostro nero o rosso, coi quali si scriveva su strisce di tela o seta in uno stile chiamato caoshu (scrittura ad erba), da cui poi si svilupperà il corsivo.
4.L’unificazione delle norme grafiche e dello stile avvenne con
Qin Shi Huangdi e dal dazhuan si passò al xiaozhuan
: i caratteri si succedono in linee regolari e di uguali dimensioni, dall’alto verso il basso, da destra verso sinistra e la spaziatura tra un carattere e l’altro è sempre la stessa. I singoli tratti che compongono la scrittura sono sottili, omogenei, aggraziati e composti.
Grazie alla diffusione della carta e al perfezionamento delle tecniche del pennello e dell’inchiostro, prese piede il
lishu,
lo stile dei funzionari, in cui il carattere passa da una forma allungata ad una più squadrata, ed è quello che si diffonde nell
’epoca degli Han occidentali
. Il cosiddetto kaishu, o scrittura regolare, a causa dell’enorme diffusione del lishu, rimarrà invariato sino ad oggi: era infatti utilizzato solo per scopi specifici. Il loro rispettivo corsivo è il xingshu (scrittura corrente).
1.4 Classificazione tradizionale dei caratteri cinesi
Xu Shen, uno studioso del II secolo denominò wen le grafie primitive e zi le grafie derivate, e così scrisse il
Shuowen jiezi (“Teoria delle grafie primitive e spiegazione delle grafie derivate”)
4 categorie basate sulle possibili strutture costitutive dei caratteri
1.xiangxing (imitare + forma) “pittogramma”: era il disegno dell’oggetto significato, più o meno stilizzato secondo l’evoluzione delle forme grafiche
2.zhishi (indicare + cosa) “simbologramma”: pittogrammi a cui viene aggiunto un segno che indica quale parte deve essere presa in considerazione
3.huiyi (riunire + significato) “ideogramma”: si tratta di due caratteri formati dall’accostamento di due componenti di cui si considera il senso ma non la fonetica
4.xingsheng (forma + suono) “ideofonogramma”: composti da una parte di cui si considera il valore semantico e da una usata come prestito fonetico
2 categorie basate sui possibili usi funzionali dei caratteri nel sistema di scrittura
1.jiajie (prestito/sostituzione) “prestito fonetico”
2.zhuanzhu (trasferire + annotazione) “trasferimento”: utilizzo di un carattere esistente anche per designare una parola affine sul piano dei significati
Gli
ideofonogramm
i aumentarono proressivamente, fino a diventare la categoria preponderante in epoca Han.
In epoca moderna si tende ad evitare di creare nuovi caratteri e l’espansione del lessico avviene mediante la creazione di nuove parole scritte con caratteri già esistenti, secondo i meccanismi di
prestito fonetico (yinyi “traduzione del suono”) e calco semantico
Nella Repubblica popolare cinese, negli anni cinquanta, è stata messa in atto una riforma posta a semplificare i caratteri e nei principali dizionari si trovano tabelle di corrispondenza tra “forme
semplificate” (jiantizi) e “forme complesse” (fantizi).
1.5 Hanzi: “ideogramma/carattere/sinogramma”
ideogrammi. Questa traduzione di hanzi è avvenuta in un periodo in cui si credeva che la lingua cinese scritta era completamente ideografica e ciò
fu associato alla presunta corrispondenza a uno stadio primitivo della scrittura,
Nel corso del ventesimo secolo la traduzione più diffusasi fu quella di
“sinogramma”
, il quale è anche il calco semantico di hanzi. Questa traduzione è la più calzante in quanto include l’aspetto grafico, l’aspetto semantico e l’aspetto fonologico del carattere stesso.