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X AGOSTO
Giovanni Pascoli, IL TEMA DEL MALE, ELEMENTI AUTOBIOGRAFICI,…
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IL TEMA DEL MALE
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2) In essa leggiamo che il male e il dolore sono personali e universali allo stesso tempo: tutti gli esseri viventi soffrono.
3) Questo si lega alla visione pessimista del mondo di Pascoli, determinata dalle sue sfortunate vicende personali, ma i cui riflessi il poeta vede non solo in sé stesso, ma anche nel mondo che lo circonda.
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5) La Terra è il luogo del male, “atomo opaco del male”, sul quale il cielo versa impotente le sue lacrime, con un gesto che è allo stesso tempo di cordoglio e di sdegno, perché la terra ospita sia le vittime che i carnefici, coloro che subiscono il male e coloro che lo fanno.
6) Tuttavia la profonda umanità delle figure della rondine e dell’uomo e la pietà che ci provocano queste due morti ingiuste ci lasciano un senso di tenerezza e solidarietà
7) Il poeta forse ci vuole indicare, senza dirlo esplicitamente, una via d’uscita dalla sua visione pessimista del mondo.
ELEMENTI AUTOBIOGRAFICI
1) La poesia X Agosto ha un carattere fortemente autobiografico, si riferisce cioè e un episodio reale della vita del poeta.
2) L’uomo di cui parlano le strofe 4 e 5 e a cui rimanda anche la rondine altri non è che il padre del poeta, Ruggiero Pascoli, ucciso proprio il 10 agosto 1867.
3) Ucciso probabilmente da un rivale che voleva prendere il suo posto di amministratore della tenuta dei principi Torlonia.
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Nella poesia X Agosto sono presenti molti riferimenti al martirio di Cristo, in particolar modo nei termini che il poeta sceglie per parlare delle morti della rondine e dell’uomo.
1) “Spini” (v. 6), rimanda alla corona di spine posta sulla testa di Gesù.
2) “Come in croce” (v.9), il poeta paragona direttamente la posizione della rondine in punto di morte a quella di Cristo sulla croce.
3) “Perdono” (v. 14), come Cristo, l’uomo ucciso chiede perdono a Dio per i suoi peccati e allo stesso tempo perdona chi lo sta uccidendo.
4) “Dono” (v.16), l’uomo portava dei doni, come Cristo portava in dono all’umanità la salvezza;
ANALOGIE
1) Come in molte delle poesie di Pascoli, anche in X Agosto si crea un gioco di analogie, che collegano i vari elementi del discorso in una rete di corrispondenze.
2) In particolare si instaurano rapporti analogici tra l’uomo e la rondine e tra le stelle cadenti e il pianto.
3) Il pianto degli uomini diventa il pianto del cielo, mentre la morte della rondine rimanda a quella dell’uomo.
SIMILITUDINE
1) La similitudine ha una funzione simile all’analogia, cioè quella di creare collegamenti tra immagini diverse.
2) Nel caso della similitudine il collegamento è esplicitato attraverso l’uso del “come” o di altre parole simili.
3) In X Agosto Pascoli usa la similitudine per dire che la rondine è “come in croce” (v.9) e rendere ancora più esplicito il riferimento a Cristo.
IL NIDO
1) La prova che il poeta in X Agosto ci sta parlando della sua stessa vicenda sta nell’immagine del nido.
2) Con l'immagine del nido Pascoli ha sempre indicato il proprio nido personale, la propria famiglia, un nido distrutto troppo in fretta dalla morte dei genitori e dei fratelli e che il poeta rimpiangerà per tutta la vita.
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
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Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de' suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!
San Lorenzo, io so il motivo per cui così tante stelle brillano e cadono nell’aria tranquilla, il motivo per cui nel cielo concavo risplende un pianto così grande.
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Una rondine stava ritornando al tetto, quando la uccisero e cadde tra le spine dei rovi.
Nel becco aveva un insetto,
che era la cena dei suoi rondinini.
Ora è lì come in croce, che porge
quel verme al cielo lontano
e i suoi piccoli sono nell’ombra, che la aspettano e pigolano sempre più piano.
Anche un uomo stava tornando al suo nido, quando lo uccisero. Prima di morire disse: «Perdono». Negli occhi aperti restò un grido. Portava in dono due bambole.
Ora là, nella casa solitaria, la sua famiglia lo aspetta inutilmente.
Egli immobile e stupito mostra le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo infinito e immortale, dall’alto dei mondi sereni, inondi di un pianto di stelle
questo atomo opaco del Male!
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