LA GUERRA DI MOVIMENTO
La guerra di movimento si caratterizza per la mobilità dei mezzi impiegati, l’intelligenza strategica e tattica, la velocità di esecuzione, l’effetto della sorpresa.
Quando all’inizio del XX secolo la cavalleria ha ceduto il passo ai mezzi meccanici, una guerra di tipo industriale si è sostituita alle guerre dei contadini arruolati in nome della nazione.
La Prima guerra mondiale ne ha segnato l’inizio.
Gli eserciti contemporanei, segnati ancora dai pericoli eventuali della guerra fredda, non si sono ancora allontanati da questo schema: la forza militare si concentra nelle mani di un piccolo numero di nazioni che ne hanno i mezzi, in proporzione alla loro potenza industriale.
Questa guerra esige nello stesso tempo fabbricazioni sempre più sofisticate, una logistica e un rifornimento perfetto.
La guerra ora è preparata in seno ai complessi dell’industria bellica che ne fanno crescere sia la potenza militare che la ricchezza economica.
La potenza delle armi:è raddoppiata rispetto al passato e ciò è il punto di forza dell'artiglieria per sostenere la difesa o il movimento.
C'è una gerarchia tra i paesi che hanno ufficialmente la bomba atomica (sono numerosi) e quelli che non ce l'hanno e non l’avranno mai (costituiscono una lista limitata e poco certa); i paesi rimanenti sono suddivisi tra i paesi ricchi che hanno scelto di non possederla e quelli poveri.
Con l’arma nucleare la scienza partecipa in modo massiccio alla guerra.
La guerra rivoluzionaria: è l'antitesi di quella che sviluppano oggi le grandi potenze--> ha bisogno di armi leggere, dalle alte prestazioni e procurate con il contrabbando.
Sovverte tutti i principi degli eserciti classici → è sempre in movimento ed è imprevedibile per forze militari equipaggiate troppo pesantemente (è stata impiegata per le ribellioni multiple, e in Europa si è manifestata nella Seconda Guerra Mondiale, nei movimenti di resistenza al nazismo).
La guerra rivoluzionaria privilegia le postazioni non identificabili, nascoste in ambiente rurale e in convivenza con tutta o parte della popolazione, e apprezza anche le aree marginali e quelle di difficile accesso --> in questi casi abbiamo la potenza dominante che occupa il terreno e lo controlla, e in opposizione la forza ribelle che invece sovverte il territorio, complice dei luoghi e della popolazione.
È una delle guerre più geografiche che ci siano.