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L'estetismo e la sua crisi - Coggle Diagram
L'estetismo e la sua crisi
le prime opere
Canto Novo
1882
si rifà alle "odi barbare" di Carducci
Primo Vere
1879
Terra Vergine
1882
si rifà a "vita da campi" di Verga
Canto Novo
metrica barbara
aspirazione a una vita sana e virile
fusione tra io e natura
panismo
Terra vergine
rappresentazione fortemente idealizzata
descritte passioni primordiali di uomini
che possiedono una concezione magica e superstiziosa della realtà
narratore onnisciente
I versi degli anni 80 e l'estetismo
le produzioni degli anni 80 presentano una forte influenza dei poeti decadenti francesi tra cui:
Isaotta Guttadauro
1886
La Chimera
1890
L'intermezzo di rime
1883
queste opere sono il frutto di una fase che prende il nome di estetismo dannunziano
"Il Verso è tutto"
l'arte è il valore supremo
si sottopone solo alla legge del bello
il personaggio dell'esteta
si isola dalle realtà borghesi
rappresenta una risposta ideologica alle trasformazioni economiche e sociali del periodo
adeguandosi ai meccanismi della produzione capitalistica
d'Annunzio propone un'immagine nuova intellettuale
Il piacere e la crisi dell'estetismo
l'esteta non ha la forza di opporsi realmente all'ascesa della borghesia
che provoca
sterilità e impotenza
isolamento sdegnoso
crisi estetismo
Il piacere
protagonista Andrea Sperelli
alter ego di d'Annunzio
si basava sul principio dell'estetismo "fare la propria vita come si fa un'opera d'arte"
attratto da 2 donne
Elena Muti
donna fatale
Maria Ferres
donna pura
quando finalmente Maria si dichiara, Andrea sbaglia nome provocando la fine della relazione
Andrea mente a se stesso perché ha iniziato a corteggiare Maria soltanto perché Elena lo respingeva sempre
lo scrittore però punta a un romanzo psicologico
presente una sottile trama di allusioni simboliche