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Pianto antico
Giosuè Carducci, COMMENTO, TEMATICHE PRINCIPALI, L’albero a…
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COMMENTO
1) La poesia Pianto Antico di Giosuè Carducci è un componimento toccante e intenso dedicato alla memoria del figlio Dante, morto prematuramente nel 1870 all'età di tre anni.
2) La lirica esprime il dolore profondo e inconsolabile del poeta di fronte alla perdita del figlio, utilizzando immagini della natura per contrastare la vita con la morte.
3) Il componimento è caratterizzato da un tono elegico e malinconico, tipico delle poesie di lutto.
4) Carducci esprime il dolore per la perdita del figlio attraverso immagini di natura e luce, che rappresentano la vita, contrapposte alla morte e al buio della tomba.
5) L’albero che fioriva nel giardino simboleggia la crescita del bambino, spezzata bruscamente dalla morte.
6) Il contrasto tra la vitalità della natura e l’immobilità del piccolo Dante evidenzia l’ingiustizia della perdita e la sofferenza paterna.
7) Il lessico è semplice, ma denso di significato.
8) L’uso dei tempi verbali rafforza il contrasto tra passato (quando il figlio era vivo) e presente (in cui è morto), creando un senso di vuoto e irreparabilità
TEMATICHE PRINCIPALI
1) Il dolore della perdita → La poesia è una manifestazione profonda e personale del lutto di un padre.
2) Il contrasto tra vita e morte → La natura che continua a fiorire contro il buio eterno della morte.
3) L'inesorabilità del tempo → Il tempo continua a scorrere e la natura segue il suo ciclo, ma la perdita rimane immutabile.
4) L’amore paterno → Il poeta esprime un amore profondo per il figlio, che sopravvive alla sua assenza.
L’albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
da’ bei vermigli fior,
nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora,
e giugno lo ristora
di luce e di calor.
Tu fior de la mia pianta
percossa e inaridita,
tu de l’inutil vita
estremo unico fior,
sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra
né il sol più ti rallegra
né ti risveglia amor.
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Quell’albero verso cui tu allungavi
la tua piccola mano,
il melograno verde
e rigoglioso dai bei fiori rossi,
nel solitario e silenzioso giardino
tutto è da poco rifiorito,
nel mese di giugno che lo nutre
con luce e con calore.
Tu, figlio, fiore della mia pianta
tormentata e ormai inaridita,
tu, ultimo e unico fiore
della mia inutile vita
sei sepolto nella terra fredda,
sei sepolto nella terra nera,
e il sole non può renderti più felice,
così come il mio amore non può più svegliarti.