Il testo analizza la situazione economica italiana tra il 1860 e il 1880, concentrandosi sull'agricoltura, la crisi agraria e le politiche fiscali. L'agricoltura, pur beneficiando di alcuni progressi nelle zone più sviluppate, rimase arretrata e le condizioni dei contadini non migliorarono. L'Inchiesta agraria del 1877, presieduta da Stefano Jacini, documentò queste difficoltà. La crisi agraria degli anni '80, con la caduta dei prezzi dei cereali, portò a una forte emigrazione e indebolì ulteriormente il settore agricolo, spingendo verso l'industrializzazione. Il governo introdusse politiche protezionistiche, con dazi doganali nel 1887, per sostenere l'industria, ma queste causarono squilibri, penalizzando soprattutto il Mezzogiorno e accentuando la povertà e l'arretratezza sociale.