Nel 1861, dopo la morte di Cavour, la classe dirigente moderata perse il suo leader principale, ma continuò a seguire le sue politiche: accentramento del potere, liberismo economico e laicità nelle relazioni con la Chiesa. Il governo venne dominato dalla "Destra storica", un gruppo omogeneo composto principalmente da piemontesi e moderati delle altre regioni, come Lombardia, Emilia e Toscana. La "Sinistra", invece, includeva ex patrioti mazziniani e garibaldini, che chiedevano un'ulteriore democratizzazione del paese, con il suffragio universale e il decentramento amministrativo.