Nel 1870, l'ultima fase dell'unificazione tedesca sotto la Prussia di Bismarck affrontò la Francia, l'ostacolo principale. Il conflitto scoppiò a causa di una disputa dinastica sulla Spagna, con la Francia preoccupata di un accerchiamento tedesco. Bismarck, manipolando un telegramma diplomatico, fece scattare una guerra con la Francia, che dichiarò guerra nel luglio 1870. Nonostante un esercito francese ben armato, la Francia era mal organizzata e subì una sconfitta decisiva a Sedan, con l'imperatore Napoleone III fatto prigioniero.
Nel frattempo, un governo provvisorio repubblicano cercò di resistere, ma la Francia fu costretta a chiedere l'armistizio nel gennaio 1871. Il 18 gennaio 1871, Guglielmo I venne incoronato imperatore tedesco, segnando l'unificazione tedesca. Il trattato di pace di Francoforte, firmato a maggio 1871, impose alla Francia una pesante sconfitta: dovette pagare una grande indennità di guerra, mantenere truppe d'occupazione e cedere le province di Alsazia e Lorena alla Germania. La guerra segnò una durissima umiliazione per la Francia, che avrebbe cercato vendetta nel cosiddetto "revanscismo", influenzando la politica europea per decenni.