Nel 1939, durante il regime fascista, è stata promulgata la legge sulla Tutela delle cose d’interesse Artistico o Storico (chiamata “Legge Bottai”), un testo realizzato con la consulenza degli storici dell’arte Roberto Longhi e Giulio Carlo Argan, i cui principi essenziali sono ancora validi.
La legge Bottai stabilisce la definizione di bene culturale, affermando il principio del diritto del godimento pubblico di tali beni, dispone sulle autorizzazioni necessarie a qualsiasi intervento imponendo ai privati l’obbligo di conservazione dei beni in loro possesso, disciplina prestiti, esportazioni e sanzioni per le violazioni dei principi.